Mese: Febbraio 2020

Così nascono gli impianti domestici, quelli che soddisfano i tuoi desideri

Così nascono gli impianti domestici, quelli che soddisfano i tuoi desideri

Li puoi scegliere sempre e solo tu gli impianti da fare a casa tua, il professionista arriva dopo il tuo desiderio, anche se molti ancora non lo capiscono.

Mi spiego meglio, sei tu che ti appresti a costruire da zero o a ristrutturare che hai un desiderio da manifestare, cioè vuoi arrivare a vivere quella casa come te la immagini.

Vuoi quella temperatura in inverno e quell’altra in estate, vuoi la luce comoda per rilassarti o stare in compagnia degli amici, vuoi prese e comodità a portata di mano, vuoi vedere chi suona il campanello senza alzarti, e così via…

I nostri desideri sono diversi, e assieme a loro ci sono anche le esigenze pratiche, che aprono un lungo capitolo che influisce molto sulla scelta della parte termica, su quella della parte idrosanitaria e ovviamente anche su quella della parte elettrica.

Ma in ogni caso serve un allenamento insolito:

  • Il committente deve esprimere come vuole arrivare a vivere quella casa.
  • Il professionista deve tradurre quella volontà in impianto idraulico e in impianto elettrico.

Solo così si ottimizza al massimo l’investimento e nasce quello che possiamo definire l’impianto domestico cucito su misura delle esigenze di chi poi lo vivrà assieme alla propria famiglia.

È successo, succede e succederà ancora

È successo, succede e succederà ancora

Negli impianti domestici, l’assistenza al cliente è fondamentale. Nel piatto è probabilmente uno di quegli aspetti che terrorizzano visto il tipico modo di fare italiano alla “mordi e fuggi”.

E avete perfettamente ragione, perché ogni giorno ne sento di tutti i colori e sono convinto che ne sentirò sempre tante e tante altre. Nella media, gira così.

Però qui siamo persone, prima di essere azienda, e il sottoscritto ci mette la faccia e la reputazione. Partendo da questo aspetto abbiamo scelto un approccio diverso:

  1. Stringo la mano a tutti gli installatori prima di iniziare il montaggio di una centrale termica che ho pensato e progettato per te che vivrai quella casa.
  2. Fornisco lo schema di installazione dedicato in base al tipo di casa e al tipo di impianto, dando personalmente tutte le indicazioni all’idraulico e all’elettricista.
  3. Faccio personalmente i primi avviamenti, perché in quella fase mi posso assicurare che tutto sia stato fatto a dovere e posso eliminare il 90% dei tipici problemi che affliggono chi sceglie il no gas.

Ma le precauzioni non bastano mai e tra il monitoraggio da remoto e il cellulare sempre affianco a me, qualche corsetta l’ho fatta anch’io, ma nessuno è rimasto al freddo.

Non è il brand della termopompa, non è l’idraulico che l’ha installata, è che ci metto di mio e voglio che i miei clienti siano soddisfatti.

Capita che si blocchi una pompa, capita che uno sbalzo di tensione provochi disagi, capita che salti un interruttore e bisogna ripristinarlo.

Non esiste come risposta “chiama l’assistenza tecnica”, al massimo può essere che i nostri uffici chiamino altre persone in seconda battuta, ma conosco i sistemi come le mie tasche e potrei farli accendere anche ad un ragazzino di 14 anni.

Non so se sia un bene o un male, ma tutte le persone che chiedono il mio intervento e la mia analisi le conosco di persona, e sempre personalmente vedo e tocco con mano le situazioni dove c’è da cambiare la caldaia o da rifare gli impianti da zero.

Ergo, i ragazzi progettano il tutto e due chiacchiere con loro per forza di cose le faccio, visto che devo trasmettere quello che ci siamo detti.

Quindi, grazie a questo, conosco tutti gli impianti che abbiamo realizzato e ho abbastanza numeri da analizzare quotidianamente che mi permettono di valutare ancora meglio le scelte termotecniche future.

Questo succede, è successo e succederà ancora, perché è il mio modo di fare col cliente e non lo cambierò mai.

Pensa sempre alla deumidificazione estiva

Pensa sempre alla deumidificazione estiva

Non vuol dire che devi per forza avere i pinguini in giro per casa, soprattutto se non ti piace sentire aria addosso e magari non ti dispiace avere un po’ di calore in estate.

Ma in una ristrutturazione importante o in una nuova costruzione dobbiamo fare sempre più attenzione all’umidità interna, eliminandola prima che sia troppo tardi.

Non pensare all’umidità, ovvero ascoltare chi afferma “basta aprire le finestre”, vuol dire trovarsi ad affrontare muffe e batteri, che richiedono prima o dopo trattamenti ad hoc che di certo non sono amici della salute.

Se abbini la ventilazione meccanica alla deumidificazione puoi anche sfruttare il raffrescamento a pavimento, ma devi avere anche un’attenzione in più per l’elettronica.

E se nel 2020 trovi un installatore, un professionista o un artigiano che afferma che il raffrescamento a pavimento crea condensa o problemi simili, sappi che hai davanti uno dei tanti che non li sa realizzare.

Ma qualsiasi decisione tu prenda e qualsiasi tipologia di involucro tu vada a fare, ricordati sempre di inserire un sistema che ti tolga l’umidità in eccesso.

Oltre al tuo benessere, ne trarrà giovamento tutto l’involucro e non regalerai soldini alle multinazionali farmaceutiche.

Non bastano un paio di selfie in cantiere

Non bastano un paio di selfie in cantiere

Ho visto il mio prima cantiere edile quando avevo circa 9 anni, semplicemente perché era estate e volevo andare via col papà.

Mi portò in cantiere con lui, ma non mi ricordo moltissimo a dire il vero. Ho in mento solo che ci presi gusto e cercavo di andar con lui più che potevo.

Bene o male?
Giusto o sbagliato?

Non lo so, ma mi piaceva e quindi ho continuato a farlo anche nei mesi estivi durante le scuole. Mentre i miei amici se la spassavano io lo facevo in modo alternativo, lavoravo.

Dal cantiere alla scuola, dalla scuola alla prima grande azienda, con i vari passaggi che mi hanno portato sino a dove sono adesso.

Ma dove sono adesso, di preciso?

Sono nella posizione di iniziare con un progetto sulla carta, ragionare con committente, geometri e architetti sullo sviluppo degli impianti e poi seguire il cantiere coi professionisti dalle fondamenta al collaudo dei sistemi.

Ma per farlo sono a scuola tutti i santi giorni, nei cantieri e coi professionisti, e dopo 30 anni di su e giù, ogni giorno torno a casa che ho imparato qualcosa.

Non basta un selfie per autoproclamarsi, non basta una vita per conoscere un mestiere e non basta nemmeno la passione.

Ad maiora

L'apoteosi dell'autocelebrazione

L’apoteosi dell’autocelebrazione

Credo di averne viste veramente tante. Dialogando con gli artigiani in cantiere ne capitano di cotte e di crude e, quando tiriamo in ballo i professionisti, spesso mi vengono i brividi.

Però…

Ieri, in una conversazione con un amico ingegnere, vengo invitato a vedere un video, dove un noto fuffologo, cioè una persona che parla senza la cognizione di tutto ciò che dice, si mostra per quello che è.

Ve la faccio breve.

Voi non ci fate caso, certi aspetti dell’impiantistica o della termotecnica non li conoscete a fondo ed evitate di passarci le notti insonni che tanto è uguale.

Mi rendo conto che più approfondisco alcuni aspetti, più sarebbe da bruciare il sistema scolastico italiano. Più si va avanti e più si va a fondo purtroppo le cose peggiorano.

Sono perennemente alla ricerca di far capire i concetti più complessi a un bambino di 5 anni, perché il mio lavoro è di far capire a tutti come funziona e per farlo il mio impegno non è poco.

Non posso autocertificare il mio lavoro, gli unici che possono dire se faccio bene o no il mio siete voi. Siete voi la giuria che dice sì o dice no.

Ma vi assicuro di una cosa, la famiglia di Casa No Gas si allarga e in ufficio abbiamo sempre bisogno. Mi auguro di riuscire sempre ad avere uno staff come quello che ho.

In ogni caso, non posso cedere la mia esperienza o il mo sapere perché non si impara a scuola. Si impara in 30 anni di bello e di brutto in cantiere.

Quando voi chiedete informazioni al numero verde o arrivate a prenotare la mia chiamata, parlate con me e quando poi arriva il giorno dell’incontro, vedrete me.

Non cerco cloni, non posso insegnare con 5 video e 2 manuali cosa fare o come fare gli impianti in una casa, perché non c’è solo la fisica o la termotecnica, c’è un lato umano.

E questo mi fa riflettere.

Ho scelto di fare solo una cosa e di farla sempre al meglio delle mie possibilità, dedicandoci tutto il tempo che ho a disposizione, dedicandoci la mia vita.

Faccio solo ed esclusivamente case no gas, senza pellet, senza legna, senza metano. Credo fortemente nelle rinnovabili e nella casa elettrica al 100% e sin da quando ho intrapreso la strada dei social, ho sempre percorso questa direzione.

Quando mi chiedono di analizzare capannoni o aziende, di consigliare una stufa o una caldaia, o mi chiedono una consulenza mettendo sul tavolo i soldi ma chiedendomi di andar fuori dalla mia strada, io dico di no.

Tra il dichiararsi professionale e l’esserlo veramente, gli unici a poter affermare se è vero o meno, siete solo voi.

Se non ha le radici piantate a terra non è green

Se non ha le radici piantate a terra non è green

Inutile che mi veniate a raccontare e/o a scrivere il contrario, mettetevelo bene in testa: legna e pellet non sono green, punto.

Fatta eccezione per il camino tradizionale che accendi di rado e per compagnia, al massimo quelle due ore in cui sei a casa e te lo godi, sono assolutamente contrario a tutti gli altri utilizzi.

Tutti gli altri modi di bruciare la legna, o gli scarti di lavorazione della legna, sono l’ennesimo modo di sprecare un’opportunità per avere un futuro migliore.

Certo, un bruciatore a 5 stelle inquina meno di uno a 3 stelle, ma non cambia la sostanza, sempre polveri sottili produci, sempre residui di combustione immetti nell’aria e sempre acido nitrico sarà quello che contribuirai a produrre nei polmoni di chi respira quell’aria.

Non è poi così difficile da capire che l’unica legna che non inquina è quella viva con le radici piantate a terra.

Se siete abituati a fare così o a consigliare il cambiamento climatico, ma per primi innalzate il pellet o la policombustione come soluzione, il primo cambiamento deve partire da voi.

Le tecnologie ci sono, i modi di sfruttarle anche.

Ve lo ripeto a caratteri cubitali, abbandonate l’idea del pellet finché siete in tempo.

Un passo avanti sempre

Un passo avanti, sempre!

Non ci si ferma mai con lo sviluppo della parte elettronica e, ogni volta che si aggiunge o si migliora una funzione che alla fine porta un beneficio o un risparmio all’utente finale, parte un aggiornamento da remoto.

Certo, non potrei fare il giro casa per casa e attaccare il pc per apportare migliorie, uno perché ci metterei più di due mesi, due perché abbiamo un software che anche se ci fa impazzire -ma gli vogliamo bene- ci permette di fare il tutto cliccando un paio di pulsanti mentre guardiamo la nuova puntata della nostra serie preferita su Netflix.

E quindi eccoci qui, con un aggiornamento pronto in canna che sparerò a breve.

Nell’interfaccia utente non cambia nulla, rimane tutto come prima, cambiano un po di particolari nella gestione della macchina e delle temperature.

Abbiamo automatizzato un paio di cose noiose e perfezionato il pilota automatico che guida la macchina in base alle temperature impostate.

Ma non ci fermiamo qui, abbiamo in serbo altre news, ma ve le dirò una alla volta al momento opportuno.

Seguimi e rimarrai aggiornato anche tu!

Termopompa o pompa di calore

Termopompa o pompa di calore?

C’è davvero differenza tra le due terminologie?
C’è un modo per identificare una o l’altra e capire la differenza per chi non è addentrato nel settore o non è tecnico?

Ebbene sì.

Per la gioia di alcuni, e per ribadire la scemenza di altri, grazie ad alcune persone che hanno scelto l’anonimato, ho potuto approfondire ancor di più il tema e ho deciso di crearci una serie di video.

Vi do solo un indizio, il termine venne usato al politecnico, ed il passaggio che ho letto e che rivelerò nel primo video della serie recita così:

Il termine nasce dal calco di warmepumpe, che i ragazzi hanno conosciuto e progettato al politecnico, era il 1960, mentre in Italia era corrente l’uso di pompa di calore.

Ma se dal punto di vista letterario non avevo dubbi che la provenienza fosse svizzera per il concentramento di istituti e di aziende, qualcuno ultimamente ha tentato di prendersi la paternità del termine: peccato che lui nel 1960 doveva ancora nascere.

Ma tornando al tema più importante, ci sono alcune differenze e una certezza assoluta: la termopompa è assolutamente europea.

E i dati tecnici?

Te li mostrerò nei prossimi video, intanto per non sbagliare iscriviti al mio canale, ci vediamo lì: http://bit.ly/videoseguimi

Trova la differenza

Trova la differenza

È sempre più difficile comunicare, ogni messaggio che voglio far passare trova sempre nella sua strada tre tipi di persone:

  1. Una massa enorme sempre pronta a criticare, tutto o una parte del messaggio, spesso per frustrazione personale.
  2. Un folto gruppo di auto-acclamati esperti pronti a dar consigli anche quando non li chiedi.
  3. Rarissime persone pronte a chiedere dati e a condividere pensieri per il proprio miglioramento personale o per cultura.

All’inizio mi arrabbiavo e tra me e me dicevo: “Ma tutti i coglioni per strada li trovo io? Hanno aperto le gabbie?”.

Oggi invece sorrido e con una filosofia più zen leggo i commenti. Dopo un respiro profondo, alcuni li cancello e ad altri rispondo.

Un aspetto, quello più importante di tutti, voglio sottolinearlo: mentre la massa critica, mentre il solito gruppo di deficienti dispensa consigli, noi facciamo.

Non ho il tempo di guardarmi indietro, ogni tanto ci penso anche, ma abbiamo talmente tante cose e tante case da fare per voi, che mentre gli altri criticano e dicono che non si può fare, noi lo facciamo e voi glielo dimostrerete vivendo giorno per giorno i nostri progetti.

fare

Brutto carattere

Brutto carattere!

A volte le persone fanno affermazioni talmente tanto stupide da essere indifendibili.

E uno dei motivi che spesso porta gli individui a sparar fesserie è l’ego.

“Siccome io ne so più di te allora affermo il contrario solo per sentirmi un figo…”

Ecco, per quanto il ragionamento sia generico, con i professionisti nel settore impianti succede anche troppo spesso.

Ho una cura?

No, e nemmeno mi interessa cercarla, ma se sei un professionista e leggi queste due righe, accetta un consiglio da uno sconosciuto.

Se sei abituato a fare le cose come 15 anni fa, dillo subito, perché il futuro avanza e miete sempre più vittime.

Se pensi che la pompa di calore non ce la possa fare, va bene uguale, ma togliti dalle palle subito che mentre tu pensi che… noi lo facciamo.

Se pensi che su una nuova costruzione basta aprire le finestre, idem come sopra, levati dalla mia vista o divento cattivo.

E per finire, se pensi che basta leggere un paio dei miei articoli e vedere un paio dei miei video per avere la sapienza assoluta o chiamarmi collega, ti consiglio di tornare a scuola, partendo dall’asilo.

E comunque lo ammetto senza pensieri, ho un brutto carattere.