Mese: Marzo 2020

In cantiere

In cantiere

Lui è Mattia e si occupa di edilizia.

Abbiamo iniziato a conoscerci in cantiere a Milano, dove entrambi, assieme a tutto il team, siamo chiamati a fare un lavoro fuori dal comune.

Abbiamo superfici generose e il mio obiettivo è di garantire un livello di comfort elevato, in una ristrutturazione davvero singolare.

Lui è come un angelo custode, è matto come un cavallo, è uno di quelli che si dà sempre da fare, però si prodiga e si assicura che tutto vada per il verso giusto.

Nell’edilizia come nell’impiantistica, di Mattia ce ne sono pochi, perché innovare non piace, tutti preferiscono le vecchie abitudini.

A me piacerebbe conoscerli tutti e averci a che fare sempre più spesso, anche se sono matti, lo sono anch’io!

Ma matti o no, l’importante è sempre quello di mettercela tutta per garantire un risultato, a prescindere da tutti i problemi che si manifesteranno durante il cammino.

E quello che ho imparato ed è la motivazione più importante che personalmente mi appaga di più è in questa frase:

Per ottenere risultati eccellenti:

O ragioni fuori dagli schemi o ti devi accontentare della mediocrità.

Il riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento…

Nei primi anni 2000, quando si realizzavano i primi sistemi “col tubo in plastica”, si sentivano spesso due affermazioni:

  1. se si rompe un tubo poi sono guai era in testa all’hit parade
  2. poi c’era la leggenda della caviglia che si gonfia come un cotechino

Sulla prima mi astengo, perché potrei diventare scurrile esprimendo il pensiero che se non sai come fare una cosa non dovresti nemmeno iniziare prima di esserne certo.

E non parlo del cliente, ma parlo dei professionisti che in questo caso prende l’idraulico e l’impresa edile, ma ritorniamo ai primi anni 2000, fermiamoci qui.

Nel secondo caso invece sono scoppiato a ridere.

Ora, capisco quando i sistemi radianti iniziavano a diffondersi e le informazioni erano davvero poche, un denominatore comune infatti era che l’utente in questione era terrorizzato perché un parente, un amico o un conoscente lo aveva e…

Certo, non poteva sapere che il problema era che glielo avevano montato con i piedi, ma ripeto e sottolineo, erano i primi anni 2000 e di certo non vi era la diffusione di social e Internet come oggi.

Chi si lamentava all’epoca, tra gli errori di progettazione e/o realizzazione, aveva quello tipico della temperatura di mandata, che se negli anni 2000 era “perdonabile”, oggi dovrebbe essere inesistente.

Eppure…

Oggi fortunatamente si muove il consorzio Q-RAD a fare informazione e trasmettere qualche nozione sempre utile ai professionisti che poi realizzano fisicamente gli impianti, mi auguro che il patentino diventi come un virus e colpisca tutti gli artigiani, per il bene del cliente finale.

Le migliori squadre nella ricerca e sviluppo

Le migliori squadre nella ricerca e sviluppo

Il pensiero potrebbe fare la differenza, perché non siamo secondi a nessuno.

Nella ricerca e sviluppo dei materiali che hanno a che fare con un’abitazione, abbiamo le migliori squadre del mondo e alcuni dei nostri tecnici vengono chiamati all’estero per far conoscere ed esportare le nostre conoscenze.

Succede nella progettazione delle case, succede nell’edilizia e succede anche nell’impiantistica moderna.

Ma succede anche con i materiali che compongono un impianto, succede con le pompe di calore, succede con gli impianti radianti, succede con la ventilazione meccanica e con tantissimi altri componenti che assieme danno comfort e benessere senza compromessi.

In buona sostanza, in Italia abbiamo fior di Produttori che meritano la P maiuscola perché nel loro campo sono eccellenze assolute, non solo grazie ai riconoscimenti che possono ricevere, ma grazie all’ingegnerizzazione e allo studio che ci sta dietro.

Un bel gesto, che consiglio a tutti e che personalmente non mi è difficile in quanto lo prediligo sempre, è quello di pensare prima all’Italia quando farete un acquisto.

Farete solo del bene e anche se spendete di più per ennemila motivi, sappiate che comunque avete speso i vostri soldi nel vostro Paese. A far la differenza sono sempre e solo questi “piccoli” gesti.

Ventilazione meccanica centralizzata e batteria di deumidificazione

Ventilazione meccanica centralizzata e batteria di deumidificazione

Nell’ultimo mese mi è capitato più di qualche volta di vedere il progetto della ventilazione meccanica dove la deumidificazione e la parte raffrescamento erano completamente staccati e divisi.

A volte è un’esigenza dovuta agli spazi a disposizione che, se per tanti motivi, vengono a mancare difficilmente si può pensare di utilizzare diversamente il sistema.

A volte, invece, la rinuncia nasce dalla paura che il sistema non funzioni a causa di qualche tentativo fallito nelle volte precedenti, e questo dovrebbe far riflettere moltissimo.

Infatti, la ventilazione meccanica abbinata alle batterie di deumidificazione, se unita a un’elettronica efficiente e un sistema radiante fatto alla regola dell’arte, non ha problemi a garantire il comfort anche in fase estiva.

E a chi dice che la VMC con deumidificazione non è efficiente se la casa non è in classe A, rispondo come quelli che affermano che la PDC coi termosifoni non raggiunge l’alta temperatura.

Perché VMC più radiante non raffrescano una casa calda, ma la mantengono confortevole H24, che è un lavoro diverso, lo stesso che deve fare la PDC coi termosifoni!

Vi prego non fatelo

Vi prego, non fatelo!

Se arrivate a me perché avete un problema all’impianto esistente, dovete avere i piedi di piombo e sale in zucca, perché odio perdere tempo e non rispondo a tutti.

Anche la settimana scorsa sono andato a vedere un impianto che ha evidenti problemi di funzionamento, ma non mi hanno chiesto un parere o un’opinione, mi hanno chiesto di analizzare per sistemare.

Sistemare vuol dire cambiare tutto.
Sistemare vuol dire investire denaro per migliorare la situazione.

Se avete problemi col vostro idraulico, sono cavoli vostri.

Se avete problemi con la marca della pompa di calore che avete scelto e pensate che l’assistenza tecnica possa fare i miracoli, sono cavoli vostri.

Ma se non basta, sarò ancora più diretto. Se volete un parere, andate altrove.

Se non si capisse bene bene, lo sottolineo e lo ripeto a caratteri cubitali: la telefonata è un servizio gratuito, lo prenotate in base alla disponibilità e se vi posso aiutare lo faccio volentieri.

Ma tutto quello che succede dopo la telefonata, analisi, sopralluoghi, calcoli e tutto quello che concerne il mio lavoro, costa soldi.

Aiuto a realizzare gli impianti o a sostituire quelli malfunzionanti o obsoleti.

Gli unici che possono godere della mia assistenza da remoto, sono quelli che faccio io.

Chi sarà il prossimo

Chi sarà il prossimo?

I punti rossi sono gli spostamenti dei miei ultimi 3 anni, ovvero da quando ho scelto di accompagnarvi a realizzare la Casa No Gas.

casa no gas

Ho visto caldaie da sostituire, ruderi da ricostruire, ristrutturazioni più o meno pesanti e una serie di involucri costruiti con i materiali più diversi.

Non ho visto tutto e non so mai che esigenze ci sono dall’altra parte del cellulare quando faccio la prima chiamata, ma mi affascina il capire -di volta in volta- quali sono i bisogni e i desideri dei committenti.

Di sicuro, ogni giorno aggiungo un pezzo di esperienza e alleno il mio pensiero a come ottimizzare gli impianti delle vostre abitazioni, e sono sicuro che nei prossimi anni cambierà ancora molto.

Dai gas refrigeranti, alla tipologia di impianti, alle norme ed alle qualifiche obbligatorie per gli installatori, ne vedremo delle belle e non ci sarà da annoiarsi.

Quello che mi riprometto di fare è di restare sempre aggiornato e approfondire le nuove opportunità che il settore offre per migliorare il benessere all’interno delle mura domestiche.

A tutti però voglio lanciare un segnale: fate attenzione.

Li fuori è sempre peggio e il vecchio modo di fare, assieme ad un esercito di tecnici incoscienti, è sempre in agguato.

Dovete fare sempre più attenzione

Dovete fare sempre più attenzione

Negli anni passati, la spinta economica per aumentare le rinnovabili anche nel nostro paese, ha fatto nascere un esercito di venditori d’assalto.

Sono partiti con il vendere pentole e coperte porta a porta, poi sono diventati dei venditori di impianti fotovoltaici e ora diventeranno venditori di pompe di calore.

Ti abbordano in due modi, o tramite le fastidiose telefonate a casa che ti promettono un miracolo se apri la porta a qualcuno, o rispondendo alla richiesta dell’ennesimo preventivo gratuito.

Ma credo che tu questi approcci “vecchio stile” li conosca già, quindi inizi la tua ricerca su Internet, scoprendo un mondo parallelo.

E anche qui purtroppo, il venditore di turno lo fiuti ad un Km di distanza, ma ormai si nascondono talmente bene che quasi quasi fregano anche me.

Stranamente sono diventati tutti consulenti esperti, sono diventati tutti consulenti professionisti e si inventano persino le autocertificazioni pur di mettere piede a casa tua.

Da quello esperto di tutto, che a mio avviso è l’evoluzione del tuttologo da bar in veste digitale, al supereroe degli installatori che ti garantisce il progresso e usa macchine e sistemi che puzzano di vecchio ancor prima di uscire dalle aziende.

Io ve lo dico col cuore in mano, perché poi arrivate a chiedermi aiuto a giochi fatti e non posso più far nulla per aiutarvi, fate attenzione!

Non bastano un paio di selfie su Instagram per diventare un consulente energetico.

Non basta fare un corso per avere la spilla di professionista sul petto e camminare a petto gonfio per sentirsi superiori.

Non bastano 3 video su YouTube e nemmeno basta frequentare un autoproclamato “massimo esperto di rinnovabili” per intraprendere la via del consulente.

Ci vuole una cosa che tutti si dimenticano di comunicare, perché riguarda un lato umano che molti non vorrebbero mai mostrare, per non fare a cazzotti col proprio ego.

Se sei un professionista esperto, accetta di mettere in dubbio tutto quello che sai appena ne hai l’occasione. Quello che ti rimarrà volta dopo volta, sarà sempre meglio della volta precedente.

Ma questo, quelli che si definiscono professionisti o che pensano di diventarlo perché hanno in mano un attestato, non lo capiranno mai.

Voi però, prima di tutto, chiedeteglielo.

Perché incentivare una fonte non ecologica

Perché incentivare una fonte non ecologica?

Perché continuare a sostenere con il conto termico legna e pellet, che sono i nemici giurati del nostro benessere?

Sono in molti a sostenere che la legna e il pellet siano green, ecologici, amici dell’ambiente e chi più ne spara meglio è.

Ma l’unica legna davvero pulita e amica dell’ambiente, è quella piantata a terra, quella che da ragazzini alle elementari ci faceva scoprire le foglie colorate e la fotosintesi clorofilliana.

Ora, non entro nel merito di cosa succede con la combustione e del più o meno male che fa ai nostri polmoni, chi afferma il contrario lo fa solo per puro interesse.

E infatti, legna e pellet sono una lobby abbastanza forte da combattere, ma basta fare informazione. Almeno i clienti, che oggi cercano un minimo di informazione prima di spendere il loro denaro, possono sapere.

Mi accontento di questo: portare un pizzico di sapere in più a chi deve investire responsabilmente il proprio denaro.

Oggi vorrei fare una domanda e sapere cosa ne pensate anche voi. Se togliessero gli incentivi a legna e pellet, sareste ancora lì a valutarli e/o a consigliarli ai vostri amici e/o clienti?

Io lo do per scontato, ma devo fare anche la seconda domanda: lo avete capito che usando termopompe serie, raggiungiamo tranquillamente tutte le temperature che ci servono per riscaldare i termosifoni senza usare il fuoco?

È sempre un viaggio

È sempre un viaggio

Ogni consulenza, ogni visita in cantiere, ogni giornata di formazione, ogni collaudo…

È un puzzle infinito dove, giorno per giorno, aggiungi un tassello e posizioni al meglio le pedine per comporre il tuo disegno.

Ho sempre voglia di imparare e di perfezionare quello che conosco. Sono ossessionato dal fare sempre meglio quello che faccio.

Mi sono specializzato negli impianti per le case no gas, faccio solo ed esclusivamente questo dal 2016.

Pompe di calore, sistemi radianti o ad aria, ventilazione meccanica, gestione delle temperature, elettrica e termoidraulica.

Sono i macroargomenti che devi assolutamente conoscere per parlare degli impianti di una casa ed è un continuo viaggio, un continuo aggiornamento.

Mille complicazioni sono sempre pronte a rallentare il viaggio, problemi di svariata natura sono all’ordine del giorno quando devi coordinare o gestire un cantiere, ma noi le chiamiamo opportunità.

Ogni problema è un’opportunità di crescita per trovare una soluzione diversa, per capire il motivo per cui si è presentato, per non commetterlo più.

E giorno dopo giorno, ho la fortuna di continuare questo viaggio, a volte lungo, a volte stancante, ma a dir poco meraviglioso.

La vita da cantiere

La vita da cantiere

Lui è Michele, un artigiano idraulico che lavora in Val Seriana.

Io non lo conoscevo prima di iniziare il cantiere, me l’ha presentato il committente dopo che avevamo ragionato sugli impianti da realizzare.

Ci siamo visti in cantiere e gli ho raccontato per filo e per segno la tipologia di impianti che avevamo scelto e perché, condividendo tutte le informazioni utili per ottenere il massimo risultato.

Michele si è dimostrato entusiasta del progetto e abbiamo conversato per un bel po’, su tutti i trucchetti possibili e immaginabili per sviluppare al meglio la commessa.

Non lo conoscevo prima, ma mi piacerebbe conoscere più persone come Michele e meno chiacchieroni che invece di chiedere per capire borbottano sotto ai baffi.

Sono sempre stato dell’idea che l’Italia non è stata creata da supereroi, ma da artigiani che si sono rimboccati le maniche e hanno costruito con le proprie mani.

E sono dell’idea che solo chi è curioso di capire sarà sempre al passo coi tempi e non avrà mai crisi di lavoro, mentre chi si adagia sul vecchio modo di fare prima o dopo farà i conti col progresso.

Questa è la vita da cantiere, questa è la vera formazione del consulente energetico e mi auguro di conoscere e di incontrare tanti più Michele possibile.

La vita da cantiere