Mese: Giugno 2020

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Paolo: conoscere nuovi professionisti

Lui è Paolo.

Non lo conoscevo fino all’anno scorso, ci siamo incrociati da un mio cliente che ha scelto la mia centrale termica e desiderava installarla con lui.

A me fa sempre piacere conoscere nuovi professionisti, a volte nascono buonissimi rapporti di collaborazione, a volte finisce tutto in quel cantiere, ma l’importante è conoscersi e confrontare le idee.

Fa parte del gioco, condividere informazioni e far sì che si diffondano è la base per il futuro, e così posso fare anch’io la mia piccola parte.

Ora Paolo ha realizzato qualche cantiere con me e continuerà a seguirne, perché siamo in buona sintonia e senza impazzire abbiamo trovato un buon equilibrio.

Voglio continuare a conoscere persone come Paolo, idraulici a cui piace il proprio lavoro, che portano alla fine i lavori e mantengono le promesse.

Da solo non lo posso fare, ma pian piano le mie piccole soddisfazioni arrivano e come Paolo nella zona del milanese, ne arriveranno altri che vi presenterò strada facendo.

Solo un post scriptum: Paolo non è social digitale, lo è solo in cantiere e meglio ancora quando abbiamo finito la giornata che con una birretta fresca cerchiamo sempre di allietare!

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A volte per creare bisogna prima distruggere

A volte per creare bisogna prima distruggere

Quando la ristrutturazione prevede il rifacimento totale dell’edificio, che dimostra i suoi 40 anni, non ci vai proprio giù leggero, anzi.

Sulla carta è già pronto il progetto finale, con una nuova disposizione dei muri e qualche velatura in cartongesso.

Anche il progetto degli impianti è pronto, un sistema radiante alimentato dalla pompa di calore, con quanto basta di fotovoltaico.

Però, prima di dare il via all’incrocio di professionisti in cantiere, bisogna demolire il vecchio per far spazio al nuovo.

Demolire il vecchio.

Per far spazio al nuovo.

La sento sempre più spesso come frase, non solo nell’edilizia, non solo quando mi arrabbio con il professionista “vecchia scuola”, e la sento in molti settori.

Ormai è un dato di fatto, sempre più sotto agli occhi di tutti, tutto cambia sempre più rapidamente.

L’evoluzione e la tecnologia si espandono e possono portare benefici e risultati migliori sotto tantissimi profili, basta abbracciarle invece di combatterle.

Però, bisogna essere pronti al primo cambiamento, lasciare il vecchio per far spazio al nuovo.

termopompa

Formato XXL

Arrivano tutti i componenti e si avvicina il giorno del collaudo, anch’io faccio un paio di prove tecniche.

Nella prima foto non ho un pesce strano, ma ho in braccio il collettore di rilancio per le pompe al servizio del riscaldamento, della climatizzazione e del ricambio aria.

Nella seconda invece le cose sono due e non è un’illusione ottica:

  • O sta benedetta termopompa è davvero grande

  • O io sono troppo piccolo e forse è ora che mi metto in dieta

Ora, detta tra noi sicuramente è la prima, anche se magari un paio di chili potrei anche perderli, ma sono dettagli.

Qui invece iniziamo l’installazione della centrale termica e programmo il collaudo del sistema, che sicuramente mi darà del filo da torcere.

Il tempo di far passare gli accumuli per le porte e iniziamo con la posa dell’accumulo tecnico e di quello sanitario e la saldatura delle tubazioni del refrigerante.

Nel frattempo, all’interno continua la posa delle macchine per la ventilazione meccanica e gli altri terminali, rigorosamente idronici!

Ci sarà da divertirsi anche a settare tutta la parte elettronica, ma credo mi prenderò un giorno di ferie e quel giorno non accetterò prenotazioni di chiamate, vi lascio immaginare il perché…

Ora, dritti verso il collaudo, avanti tutta. come sempre.

Regole per creare un sistema radiante

Regole per creare un sistema radiante

Tra le regole per creare un sistema radiante efficace ed efficiente in entrambi le stagioni, c’è quella della buona posa in opera.

Vuol dire tutto e niente, ci sono i passi da rispettare, gli anelli da creare e poi bilanciare, però inizia ad avere sempre più importanza anche l’aspetto estetico.

Certo, dopo viene coperto e non si vede più nulla, ma con un radiante come quello in foto, se il lato estetico è appagante e si rispetta il progetto a monte…

Qui un passo misto, ma non quelli fatti per risparmiare tubo e creare problemi alla committenza. Per passo misto abbiamo 10 in tutte le stanze e passo 5 nei bagni dove il capo supremo desidera un paio di gradi in più e non si inserisce lo scaldasalviette.

Però, ci tengo a condividere un semplice concetto.

Se qualcuno vi nomina il passo misto del sistema radiante, alzate le orecchie, perché ho sentito di quelle castronerie da far rabbrividire.

Ho visto scrivere ad una persona che la legge 10 serve a determinare il passo del radiante per ogni singola stanza…

Ho visto progettare un radiante passo 35, e non millimetri, 35 centimetri, e quando abbiamo chiesto il motivo ci hanno risposto perché l’involucro è performante ed è sufficiente per stemperare…

Poi ho capito che quando il vecchio modo di fare si sposa con l’avidità di denaro e l’ignoranza, l’unico rimedio non è di certo la diplomazia!

vmc centralizzata o puntuale

Centralizzata o puntuale?

È una delle domande più frequenti, soprattutto in una ristrutturazione dove il gioco è più difficile.

Avere tanti dubbi e tante domande fa parte del gioco, ma trovare le risposte corrette è tutto fuorché semplice e scontato.

Alla base, come sempre, ci sono alcune convinzioni errate che spesso derivano dai vecchi modi di fare e da alcuni errori, talmente grossolani che quasi non mi arrabbio più.

Anche con le informazioni che leggo e sento tra il web e tra i commenti mi vengono i peli d’oca, centinaia e migliaia di parole al vento e poca pratica “da campo”.

E come sempre, sapete che ci provo, e non mi tiro di certo indietro sul tema fondamentale per il comfort domestico in una casa no gas.

Come ho già scritto in passato, la ventilazione meccanica dovrebbe essere obbligatoria, perlomeno nelle ristrutturazioni importanti e nelle nuove costruzioni, per me lo è.

Aria o acqua che sia il vettore principale scelto per il riscaldamento ed il raffrescamento, c’è sempre una VMC centralizzata o puntuale per il ricambio aria.

E se sono abbinato ad un radiante, quando posso ho la batteria idronica accoppiata alla VMC o perlomeno ho dei terminali idronici che uso come deumidificatori.

Non è difficile da fare, puoi aprire le finestre tutte le volte che vuoi e non succede nulla, basta che ci sia un po’ di sale in zucca nella progettazione degli impianti ed una buona elettronica che faccia il suo lavoro.

È stato un no categorico

È stato un no categorico!

Tipica consulenza per retrofit, che tradotto vuol dire il cambio di un generatore di calore con una pompa di calore.

Casa con un isolamento datato ma efficace, riscaldamento a pavimento, con una caldaia che ha visto sicuramente le sue primavere in abbinamento a un’altra caldaia a legna.

Faccio i miei rilievi, intanto il cliente mi spiega le sue abitudini e cosa vorrebbe migliorare, fino a che ci sediamo e mi viene la domanda fatale, quasi ironica.

Allora, leviamo tutto e la facciamo completamente elettrica?

La risposta mi ha lasciato perplesso…

“No, io vorrei integrare il mio bollitore da 1500 litri, perché poi ci collego anche i pannelli solari termici, e così quando fuori fa tanto freddo posso ancora usare la vecchia caldaia a legna che funziona ancora benissimo.”

In ordine, ho chiuso gli occhi, ho fatto un respiro profondo, ho silenziosamente invocato San Germano Mosconi e…

Ho detto che mi spiace, ma una schifezza del genere, ovvero una soluzione ibrida, non la faccio nemmeno se mi pagano il doppio.

Ho elegantemente chiuso ogni tipo di discussione e ho salutato, perché è una soluzione che non condivido e non trova logica nel mio modo di fare, seguire e tarare gli impianti.

Morale della storia, che ahimè non è inventata, ma mi è successa ieri pomeriggio:

Gli impianti li progetto con i ragazzi che collaborano con me, li seguo personalmente durante la realizzazione, li collaudo e poi me ne prendo cura da remoto.

Ma non ci sono soluzioni democratiche, o si fa come dico io o si chiude lì qualsiasi tipo di discussione, perché poi sono io che impazzisco a seguire e a tarare i sistemi, non delego a terzi rispondendo “chiama il centro assistenza”.

Fine della storia.

4 elementi in natura

Abbiamo 4 elementi in natura, tutto è energia

Quattro elementi che assieme ci possono fornire tutta l’energia che ci serve.

4 simboli forse più antichi che conosciamo, possono avere tantissimi significati, religiosi o spirituali, e possono essere un esempio di armonia.

Possono dimostrare come gli elementi naturali assieme hanno una forza incredibile e ci aiutano ad arrivare all’obiettivo della casa no gas, senza alcuno sforzo.

Il sole, simbolo del fuoco, ci aiuta a produrre tutta l’energia elettrica che utilizziamo.

L’aria e l’acqua sono i due vettori principali di energia, singolarmente o in combinata, li utilizziamo dall’era dei tempi.

Per finire la terra, elemento simbolico con una propria valenza spirituale nell’antichità, simbolo della nostra dimora.

Oggi li possiamo avere come alleati quando pensiamo ad un’abitazione ecologica ed ecosostenibile, basta conoscerli, rispettarli e saperli mixare all’evoluzione.

Basta iniziare ad aprire gli occhi e capire che siamo in una fase di continua evoluzione, e i primi che devono capirlo ed applicarlo siamo noi, quelli che dovrebbero far conoscere la scienza.

Il futuro è oggi, non dimenticare mai che tutto è energia.

Tempus fugit

Tempus fugit

Mentre alcuni di noi sono in attesa di leggere e poi applicare delle linee guida che sono fastidiose ancora prima di nascere, o si inizia a correre o ci si ferma.

Sembra un paradosso, ma più che rilancio è uno stop forzato, che viene vissuto in due modi diversi:

  • Chi si informa sul da farsi per avere le idee chiare nel momento in cui si potrà partire e seguire i modus operandi che ne usciranno.
  • Chi si ferma e rimane impalato in attesa che qualcuno capisca la situazione e si esprima in modo chiaro e dia il via alla “corsa al massacro”.

A dire il vero però, non è che le aziende siano ferme e non abbiano nulla da fare.

Come si prevedeva, la maggior parte di noi ha ripreso le sue routine e ripreso i cantieri, con quelli che non credono all’ecobonus e non perdono tempo in tal senso.

Il problema che nascerà dopo, quando -forse- tutto prenderà vita, sarà quello dei professionisti.

Non saranno le pompe di calore o i componenti a mancare, ma saranno gli operatori del settore, perché “quello bravo” non è senza lavoro e pianifica.

In compenso c’è sempre libero il cugino economico, che costa meno di tutti, fino a quando non ti si presenta il conto dei danni.

In conclusione, ti dico solo una cosa che infastidisce il carattere di molti, ma si avvicina alla realtà più di quanto pensi.

Il professionista, quello bravo che lavora bene, inizia a lavorare solo dopo che ha ricevuto gli acconti.

Iniziare oggi che siamo quasi alla fine di giugno, vuol dire programmare i lavori per settembre, sempre se tutto va bene.

consulenza e cantiere

Les jeux sont faits

Ora si inizia a creare la centrale termica, si posiziona l’accumulo tecnico e sanitario, l’unità interna e le tubazioni e avanti così fino ad arrivare al fatidico collaudo.

È un percorso lungo, non sempre su una strada dritta, perché quando si incrociano tante maestranze è normale che ci sia l’imprevisto da affrontare, ma…

Avanti a tutta birra, posare il radiante a pavimento, i fancoil, le VMC puntuali, la parte elettronica e appena arriva la bestiola da 300 Kg, un paio di giorni per montarla, un paio per le prove di routine e poi via con lo shock termico.

Intanto mi porto avanti tra una consulenza ed un cantiere, e anch’io mi preparo ad un estate rovente e da lunedì 22 giugno riprendo a girare coma una trottola un lungo ed in largo per la penisola.

Nel frattempo dovrebbero anche emanare le linee guida e quindi dovremo saperne qualcosa in più sull’ecobonus, ma è di rigore usare il condizionale.

Ergo, preparate progetti edili, progetti architettonici, planimetrie, prospetti, bollette, alcolici e affettati vari, che sto per arrivare.

Conviene davvero con l'ecobonus

Conviene davvero con l’ecobonus?

Io e Stefano abbiamo due caratteri molto diversi, per questo se ci mettiamo ad analizzare a fondo una qualsiasi questione legata al lavoro, sembriamo Sherlock Holmes e il dottor Watson.

E così adesso sotto la lente d’ingrandimento, abbiamo messo il fotovoltaico, la batteria di accumulo, la pompa di calore e… lo scambio sul posto per la questione ecobonus.

Sintetizzo in breve.

Con l’ecobonus, chi sceglie il fotovoltaico perde lo scambio sul posto, che tradotto vuol dire: o l’autoconsumi o gli fai ciao ciao con la manina.

E quindi, tutti a spingere la batteria di accumulo, com’è normale che sia.

Ma la domanda che ci siamo fatti è: conviene sempre il fotovoltaico con l’ecobonus, magari aggiungendo una powerwall 2 o meglio il caro e vecchio 50% con il vantaggio dello scambio sul posto?

Beh, le risposte che ci hanno dato i numeri sono tutt’altro che scontate, ma per una volta prova tu a pensare alla domanda e a rispondere.

Fotovoltaico con o senza accumulo?

Mi tengo lo scambio sul posto con la detrazione al 50% o prendo l’ecobonus e lascio tutto al GSE?

Conviene davvero con l'ecobonus