Mese: Agosto 2020

Il risultato finale lo decidi tu

Il risultato finale lo decidi tu

Ognuno di noi è motivato da obiettivi diversi, anche nella scelta degli impianti per la propria abitazione.

Chi sceglie di spendere il meno possibile per questioni di budget, chi crede al miraggio del rapporto qualità-prezzo credendo che si possa ottenere il massimo pagandolo poco, e chi pretende il risultato.

Per il primo caso mi dispiace, ma qui non ci sono aiuti per spendere il meno possibile, lascio volentieri il posto al tuttologo bravo che costa poco e auguro buona fortuna.

Per il secondo caso idem, a tutti piace l’idea di acquistare una super sportiva pagando l’obolo di una utilitaria, ma non è possibile.

Se vuoi impianti efficienti e performanti, riscaldamento, raffrescamento, deumidificazione, building automation, fotovoltaico intelligente e tutte quelle piccole cose che migliorano il comfort abbattendo le bollette, ci vuole il grano.

Affermazione che spaventa sempre, ma che racchiude tutta la verità.

Per ottenere il massimo ci vuole la possibilità di investire.

E per tutti quelli che vogliono ottenere il massimo, probabilmente ho più di qualche argomento da discutere e qualche consiglio da dare, compreso quello di creare un percorso, magari da raggiungere un po’ alla volta.

Ma, in ogni caso, sei sempre di fronte ad una scelta e il risultato finale dipende sempre da te.

Hokuto Shinken

Hokuto Shinken

Dall’antica tecnica della scuola con più di 2000 anni di esperienza, il colpo micidiale che racchiude i segreti utilizzato dai tecnici spietati che non ti lasciano mai con un dubbio.

Colpo segreto del posizionamento fisico figurato dell’unità esterna di una termopompa.

La leggenda narra che chi mi vede eseguire questa raffinata tecnica, in meno di 5 secondi capisce le dimensioni dell’unità esterna della pompa di calore, e subito dopo immagina robe strane.

Diciamo che a primo acchito quando dico che le dimensioni sono queste e le mostro, qualche attimo di silenzio e di esitazione ci sta, ma poi basta chiarire le idee.

In effetti, l’unità esterna ha dimensioni importanti, tanto quanto il lavoro che è chiamata a fare, quindi merita il massimo dell’attenzione e non deve mai essere sottovalutato il suo posizionamento.

Nord o sud, coperta o scoperta, parallela o perpendicolare, alta o bassa, appoggiata a terra, sul cemento o a muro.

Sono tutti fattori importanti, ma uno prevale sugli altri: la macchina ha bisogno di aria e, quando viene rispettato questo semplice concetto, tutto il resto è in secondo piano.

Una riconversione speciale

Una riconversione speciale

Di solito quando torno in un’abitazione dove inizio un retrofit, metto il cartello casa no gas e poi scatto una foto.

Questa volta però ero talmente preso dall’ammirare la casa che me lo sono totalmente dimenticato.

Un piccolo angolo di paradiso immerso nelle colline toscane, dove Alice effettua una riconversione insolita.

Passiamo da un riscaldamento a pavimento elettrico ad un sistema aria acqua per riscaldamento e condizionamento.

Un lavoro delicato da fare in un’abitazione come questa, ma che i ragazzi hanno iniziato a perfezionare e sarà gradevole dai 3 punti principali.

Un comfort migliore, per una spesa di gestione molto inferiore e un inserimento estetico all’altezza della sfida.

Non vedo l’ora di collaudare il sistema quando sarà finito!

riconversione casa

Elimina i combustibili fossili

Elimina i combustibili fossili

Condividete le informazioni e se potete salvateli.

Se parti da un abitazione anni ’90 con una classe energetica bassissima, tipo E o giù di li, risalire e migliorare il comfort domestico non è difficile.

Sai che parti dall’involucro tappando i buchi del secchio, pensi al tetto poi alle finestre e per finire al cappotto.

Quando hai finito il vestito, pensi all’interno e quindi ti concentri sulla parte impiantistica e, per evoluzione dei sistemi, pensi al fotovoltaico e alla pompa di calore.

Per come si evolve il pensiero, è perfettamente in linea con la tecnica moderna e fin qui niente di sbagliato, fino a quando arrivano le orde di prodotti scadenti e di vecchie abitudini.

Ce ne sono due che ultimamente mi fanno impazzire e su questi vi chiedo di aiutarmi a diffondere il messaggio.

La prima è una fesseria enorme, tanto che Glaser si rivolta nella tomba. Ci sono aziende che inneggiano il no ai cappotti perché creano condensa e poi danneggiano la casa.

La seconda è la tortura della caldaia ibrida che solitamente è in mano a 3 categorie, aziende commerciali da strapazzo, professionisti retrò con zero voglia di innovazione, 4 (censored…).

Per entrambi vi è un unico rimedio, invitare i soggetti a dedicare tempo alle informazioni serie, magari chiedendo a qualche esperto.

Vi è poi una difesa naturale che dovrebbe entrare in gioco e dovrebbe essere la più semplice di tutte: chi porta avanti una tesi come le due descritte, va evitato in tutti i sensi, punto.

Caro progettista

Caro progettista…

Ne incrocio parecchi durante le consulenze e durante la realizzazione degli impianti, con alcuni rimango in buoni rapporti e cerco di tenermi memorizzato il numero, con altri sin dai primi minuti l’attrito è evidente.

Attrito, discordia, punti di vista diversi, diatribe.

Spesso sono ragionamenti banali, vecchie abitudini portate avanti e sbandierate come “riduzione dei costi” che si scontrano brutalmente con l’inefficacia degli impianti.

A volte semplicemente per corrente di pensiero, per chi inneggia l’ibrido ed inevitabilmente mi vede arrabbiarmi, per chi consiglia la pompa di calore con il marchio delle caldaie provando a raccontarmi che loro la producono.

Oh, con tutto il bene che vi voglio, ora parlo al plurale…

Almeno 5 anni di scuole superiori le avete fatte, tutti.

Avete fatto un esame di stato per avere in mano quel timbro.

Non fossilizzatevi nelle scelte e nei modi di fare, non legatevi a doppia mandata con il produttore che vi regala le ferie se gli mettete a capitolato la macchina, sapendo che di prodotti scadenti ce ne sono fin troppi.

Ma più di ogni altra cosa.

Se vi capita l’opportunità di partecipare alla progettazione, alla gestione ed alla realizzazione di un impianto che non avete mai avuto modo di fare, approfittatene.

Smettetela di vendere i risultati del software, non siete inseritori seriali di dati e il vostro lavoro non è quello di vendere quel risultato.

La marca del prodotto non risolve il problema

La marca del prodotto non risolve il problema

Se parti male, non fai strada.

Tra i 100 metri e la maratona la differenza è enorme. Entrambi richiedono un duro allenamento e nessuno lo può negare, ma pensaci un attimo.

La corsa dei 100 metri dura tra i 9 ed i 10 secondi.

La maratona di 42 km dura poco più di 2 ore.

Ovviamente questi sono i tempi dei super campioni, delle medaglie d’oro olimpiche, sono i recordman.

Credi che possa bastare comprare le scarpe di Bolt per correre i 100 metri in meno di 10 secondi?

Credi che bastino i calzini e le scarpe di Kipchoge per correre i 42,195 KM e rotti in 2 ore, 1 minuto e 9 secondi?

E non cambiano i ragionamenti per casa tua, quando l’obiettivo è quello di eliminare il gas per ottenere il massimo nel riscaldamento e nel raffrescamento con una pompa di calore.

Credi che sia sufficiente conoscere la marca e che il resto sia tutto secondario?

Credi che sia sufficiente avere un ottimo installatore e la marca non faccia differenza?

Credi che ci voglia solo un buon progettista?

Eh, magari fosse così semplice e bastasse solo un ingrediente, uno dei tre componenti o la marca segreta per risolvere il problema.

Come per le medaglie olimpiche, i risultati migliori, quelli da record, li ottieni con la costanza e con l’allenamento ossessivo continuo.

Ecobonus e controlli non fate i furbi

Ecobonus e controlli, non fate i furbi

Mantenete la calma e il sangue freddo, che qui non si scherza proprio per niente e ci aspettiamo già i controlli campione come hanno fatto e continuano a fare per gli impianti fotovoltaici incentivati.

Ve la faccio semplice.

Negli anni scorsi, il fotovoltaico ha attraversato la fase di lancio dove la tecnologia era spinta da un incentivo chiamato “Conto energia”.

Non entro nel meccanismo, ma prendo esempio da quello che è successo dopo e vi ribadisco un concetto semplice.

Sono iniziati i controlli campione da parte del GSE, che tutt’ora gestisce gli oneri del conto energia e gestisce anche lo scambio sul posto.

I controlli sono a campione, e come sempre chi riceveva la letterina era difronte al solito bivio:

  • Ho fatto le cose per bene, chiamo chi mi ha seguito e quindi non mi preoccupo, anche se un po’ di ansia c’è sempre, ma è comprensibile.
  • Ecco, e adesso? Io ho fatto il furbo ma non lo posso dire e quindi do la colpa al sistema, alle scie chimiche e già che ci sono pure colpa del 5g.

Eh…

Se sono ironico nella seconda parte, non vorrei trovarmi nei tuoi panni se pensi di essere il più furbo di tutti e di usare l’ecobonus come un bancomat.

Te lo riassumo in estrema sintesi: qui c’è poco da scherzare, non è gratis una beata fava e, se hai una virgola fuori posto, prima o poi verranno a bussare alla tua porta.

E la brutta sorpresa è che i soldini li chiederanno anche a te!

casa no gas

Non c’è nessun ingrediente segreto

Mettere insieme gli impianti per una casa no gas, aria o acqua che sia il vettore principale scelto per il tuo benessere climatico annuo, è come la ricetta di uno chef stellato.

Ma niente, la maggior parte delle persone pensa che basti sapere la marca e il modello dei componenti: dalla pompa di calore agli accumuli, dalle pompe all’elettronica, dalla VMC ai sistemi radianti.

È naturale che sia così perché per metterli assieme in modo intelligente ti devi fare un culo della madonna, quindi meglio pensare che il trucco sia la marca dei componenti, credere alla pillola del miracolo e predisporsi a prenderla in quel posto.

Ma…

Il termotecnico medio, che sconsiglia il no gas, non sa nemmeno da dove partire per utilizzare una termopompa unica per il tuo benessere.

L’idraulico medio si crede più furbo di tutti e quindi invece di inserire tutti i componenti a progetto, farà di testa sua, perché così il suo preventivo sarà più basso e tu sarai felice.

Il risultato di tutta questa mediocrità di pensiero è solo uno: quando alla fine avrai capito che non esiste un ingrediente in grado di trasformare una zuppa di merd° in una zuppa stellata…

Sarà colpa della pompa di calore.

problema cantieri

Qualche problema?

Se pensi che esista il cantiere perfetto dove tutto procede liscio come l’olio e non succedono imprevisti…

Magari fosse così!

Non illuderti che il cantiere perfetto prenda forma a casa tua, nella tua ristrutturazione o nella tua nuova costruzione.

Ci sarà sempre bisogno di te per risolvere qualche problema dell’ultimo minuto o gestire qualche imprevisto.

Piuttosto, assicurati di avere aziende che davanti ad un problema o ad un imprevisto, non rimangono impietrite ma trovano sempre una soluzione.

L’imprevisto è sempre in agguato, come l’errore capita sempre e solo a chi lavora ma non capita mai a chi sta seduto alla scrivania aspettando errori altrui per giudicare.

E in ogni caso, se serve una buona coppia di battitori, ne conosco giusto un paio che potrebbero fare al caso tuo, per tutte le questioni impiantistiche di cantiere.

Quello grosso se gli nomini ibrido o pellet ti tira due schiaffoni che quando hai finito di girare ti ritrovi con la casa finita.

Quello magro invece, se gli nomini il pannello fotovoltaico che produce anche di notte e ha i superpoteri, con una cazzotto ti fa girare talmente tanto che diventi un alternatore e produci in 5 minuti tutta l’energia che servirà a casa tua per 20 anni.

La vecchia caldaietta

La vecchia caldaietta

La vecchia caldaietta, quella che oggi elimino dalle abitazioni, ne ha di storie da raccontare.

Se imparassimo ad ascoltare le storie legate alla caldaia, oggi forse saremo tutti molto più attenti alla progettazione di tutti gli impianti.

Quando i calcoli si facevano davvero e le potenze in gioco erano una combinazione tra la potenza della caldaia e la dimensione dei radiatori, era tutto esagerato.

Se serviva una caldaia da 20 kW, per 100.000 lire se ne prendeva una da 32 kW e non si sbagliava mai.

Se serviva un termosifone da 10 elementi, se ne mettevano 12, anche 13 o 14 andava bene, abbondare non era mai sbagliato.

Ma anche le temperature non erano uno scherzo. Se il sistema veniva pensato per lavorare a una temperatura, si impostava sempre qualcosa in più. Tutto era di più.

Oggi, però, siamo nel 2020.

Non potete fare gli stessi ragionamenti con una pompa di calore e, per capire cosa e come fare, non basta vendere i numeri che escono da un software.

Se tutti i giorni ti concentri a fare un’unica cosa e ti spingi a farla sempre al meglio, non ti servirà il software per capire il numero.

Ma non ditelo in giro, che poi il vecchio modo di fare brontola.