Mese: Settembre 2020

libro casa no gas

Non sono in vendita

Non sono in vendita, ma sotto l’albero di Natale…

Quello che vedi non è un fotomontaggio o uno scherzo tra amici, è veramente il mio nome e cognome che ogni tanto mi compare sotto forma di pubblicità.

Il motivo è abbastanza semplice, il primo libro che ho scritto, quello che i cosiddetti “colleghi” criticano a mani basse e se potessero lo eliminerebbero dalla rete, lo trovate lì.

Tranquilli, non affannatevi a comprarlo, se chiedete la mia consulenza vi arriva come omaggio (assieme ad altre cose, ma questo fate finta di non averlo letto…).

In quel libro racconto chi sono e come tra le mie difficoltà sono arrivato all’idea della casa no gas, senza usare parole tecniche e senza l’uso di termini tecnici.

Parlo come scrivo, come faccio tutti i giorni quando dialogo con voi e provo a trasmettervi le cose complesse in modo semplice, ed è la mia costante prova del 9.

E anche nel mio primo libro le cose non sono diverse, ma quello che anche i simpatici criticatori seriali, che in realtà dovrebbero trovare un rimedio contro le più comuni frustrazioni, non sanno è che…

Rullo di tamburi!

Ne sto scrivendo un altro.

Ne stiamo scrivendo un altro.

Difatti, con Stefano stiamo mettendo mano alla bibbia degli impianti domestici e lì accontento anche gli assetati di tecnica, ma sempre a modo mio.

Le dico semplici, come le spiegherei a mio nipote, tutto qui.

Quando?

Se non sclero prima e i miei neuroni mi supportano, prima di Natale lo stampiamo, sei pronto ad averne una copia sotto l’albero?

pratica ecobonus

Stiamo facendo i primi passi

Ad oggi, nonostante i mille proclami, stiamo procedendo così…

Iniziano le prime asseverazioni tecniche e fiscali dei primi cantieri, ma non posso di certo affermare che siamo preparatissimi in campo ecobonus, stiamo muovendo i primi passi come tutti.

Anzi, se proprio devo dirla tutta, mancano ancora un paio di documenti dal Mise, manca il portale dall’Enea e in ogni caso manca ancora tempo fino al 15 ottobre, data in cui dovrebbe iniziare il fatidico superbonus.

Ma di sicuro inizio a capirne sempre di più, in termini di dettagli e di fruizioni non avevamo grossi dubbi, anche se tetti e massimali sono interpretabili e aspettiamo qualche chiarimento in merito, mi soffermo solo in un ragionamento semplice.

Per lo sviluppo corretto di una pratica ecobonus servono 4 tecnici.

Verifiche urbanistiche, comunicazione al comune di pertinenza, verifica aumento classi energetiche, asseverazione tetti di costo e massimali.

Tutto fattibile, soprattutto se dal Mise arrivano gli ultimi chiarimenti e l’ADE li conferma, e tutto a portata ma…

Se avete fretta, lasciate stare tutto e procedete con 50% e 65%, perché qui le cose si allungano e il rischio è troppo alto, al massimo pianifichiamo per la primavera del 2021.

Se avete un cantiere in essere e pensate di spostare qualche costo nell’ecobonus, ci stiamo provando anche noi come in molti, ma la speranza di riuscirci ogni giorno che passa si affievolisce.

Infine una mia riflessione:

Se pensate che sia gratis e facile avete ragione, ci sono dozzine e dozzine di società pronte a condividere il vostro pensiero, vi chiedono solo una firma in basso a destra. Buona fortuna.

Facciamo un riassunto

Facciamo un riassunto

Ve ne dico un paio a scanso di equivoci, ve lo sottoscrivo e ci metto la mia firma, non si sa mai…

Capisco che il momento e l’ecobonus danno il via libera alla circolazione di fuffa e di cagate stratosferiche che chi più ne ha più ne metta, ma per favore un minimo di attenzione fatela.

Sul solare termodinamico, ovvero sullo scalda acqua che esternamente ha il pannello simile alla piastra posteriore del frigo, non ho molto da dire.

Se volete farvi del male e volete avere una tecnologia vecchia e obsoleta che procura più rotture di maroni che benefici, fate pure, io vi ho avvisato.

Sulla termopompa alta temperatura, capisco che siete alle prime ricerche, ma prima di cercare chi produce acqua a 70°, cercate di capire quanti ne servono per mantenere la vostra casa a 20° anche se avete i termosifoni in ghisa, potete farlo gratis e anche adesso, rimarrete basiti (oppure capirete che dovete coibentare casa).

Sul riscaldamento in A+++, santo il Qrad che cerca di diffondere le buone pratiche per realizzarli, ma non dovete cercare la pompa di calore per farlo, dovete capire che servono più componenti e serve uno che ne capisca e riesca a metterli assieme, altrimenti ve lo sognate di notte.

Sul filtro anticalcare ho poco da dire, con le resine proteggo la centrale termica e gli scambiatori, per quella di casa se voglio il massimo scelgo il solubilizzatore.

Mi sembra di aver riassunto tutto, buon inizio settimana.

Il contatore trifase

Il contatore trifase

Ripetete tutti con me almeno una dozzina di volte: lo sfasamento massimo consentito tra le fasi di un contatore trifase DOMESTICO è di 6 kw.

Vuol dire che se hai un contatore monofase e fai la domanda per il 7 kw in trifase…

Passa l’omino dell’Enel a farti il cambio del contatore per portarti in trifase e ti dice “faccia attenzione che da oggi ha meno energia perché il suo impianto era monofase e quindi adesso ha 7 kW / 3 per ogni fase”. Lo dovete prendere a randellate fino a che non si stancano le mani o la clava è consumata.

Eppure è successo qualche migliaio di volte e si è ripetuto ieri nel pomeriggio, ma visto che l’argomento interessa a molti e lo tratto poche volte, meglio ribadirlo.

Due sono le info importanti e cercate di farne tesoro:

La potenza dell’impianto fotovoltaico non c’entra ‘na mazza con la potenza del contatore in prelievo, puoi avere un FV da 10 kW ed un prelievo da 3.

Se hai il trifase in casa, il limite massimo di sfasamento, ovvero il carico tra una fase e le altre, non deve superare i 6 kW.

Non iniziate con i ma secondo me che vi prendo a randellate, è sabato e vado a fare il quinto collaudo della settimana, ma domani vi porto dentro ad una centrale termica fatta nel bergamasco.

Credo in un futuro migliore

Credo in un futuro migliore

Giusto il tempo di passare al distributore per fare il pieno e si parte.

Oggi toccata e fuga da Vicenza a Genova per avviare una centrale termica dove ieri hanno portato il trifase.

7 ore di viaggio e stimo un paio d’ore di avviamento.

Non mi lamento per gli orari in cui sono partito o della fatica estrema del mio lavoro, l’ho scelto e conosco tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

Il motivo per cui continuo a farlo e spesso sottraggo del tempo alla mia famiglia per investirlo nel lavoro, è che credo in un futuro migliore e sono pronto a condividerlo per trasmettere il messaggio.

Nei prossimi mesi probabilmente intensificherò gli sforzi, ma il 2021 ci porterà piacevoli sorprese.

A tutti quelli che viaggiano, nelle brevi o nelle lunghe distanze, lascio un recap: il bello di viaggiare è che sai come parti, ma non sai mai con che tesoro ti porti a casa.

casa passiva

La mosca bianca

Se tu passi dalla strada, vedi una casa nuova in fase di ultimazione dei lavori, non te ne accorgi nemmeno.

Io però ci sono entrato dentro anche ieri, perché questa abitazione la sta costruendo un appassionato e sarà una casa passiva.

Passivhaus, questo sarebbe il nome tecnico, vuol dire curare al massimo l’involucro della casa azzerando i ponti termici.

Vuol dire fare un’abitazione con cappotti molto importanti, ma con un’attenzione e una cura maniacale a tutte quelle cose che di solito le imprese edili non guardano nemmeno.

Ma casa passiva vuol dire anche non avere più sistemi radianti e sistemi di deumidificazione, vuol dire lavorare al 100% solo con l’aria.

Vi assicuro che arrivare al risultato finale è tutto fuorché facile, ma anche in questa casa confermo la visione che ho avuto la prima volta su quelle che in italiano sarebbero le case passive.

Il committente che la desidera è molto attento e pretende il meglio per sé.

E anche se nel mio cammino ne incontro pochi, sono orgoglioso di avere la possibilità di vederne nascere qualcuna, perché è una vera e propria università impiantistica.

La potenza del contatore elettrico

La potenza del contatore elettrico

Argomento sempre controverso è la potenza del contatore elettrico.

Non c’è un verso giusto e uno sbagliato, è tutta una questione di calcoli e di numeri.

Oggi diventa tutto elettrico, la piastra ad induzione, il tagliaerba e quello per la siepe, la bici, lo scooter e persino l’auto diventa elettrica.

E qui la corrente di pensiero più comune era quella del controllo dei carichi e del contatore monofase da 6 kw, cioè pagare un botto per avere che se tua moglie/figlia accende il phon in bagno e tu stai caricando l’auto elettrica, invece di saltare la corrente devi scegliere tra il non caricare l’auto o non far asciugare i capelli a tua moglie/figlia.

Ma c’è un’alternativa.

La prima è quella di stare attentissimo ai consumi e controllare i numeri e gli orari in cui fare o meno alcune operazioni, che può piacere come no, è una scelta e a volte una passione.

Poi c’è la seconda soluzione, quella che adotto anch’io.

Metto su un contatore trifase e un fotovoltaico per coprire il fabbisogno, senza problemi di distacco del contatore.

Per la cronaca, ho chiesto 8 di kW e mentre quello che ne ha chiesti 6 kW paga una quota fissa annua di 121 €, io ne pagherò una da 168 € e volete sapere un segreto?

L’energia costa uguale per tutti e due.

smart solar

Inizia la settimana dei test

Tra una consulenza e una visita in cantiere, nelle regioni in cui anche questa settimana faccio un piccolo passaggio, si aggiunge una nuova mission.

Stiamo testando e migliorando alcune funzioni del monitoraggio remoto e, di fatto, il nostro Smart Solar sta subendo l’ennesima evoluzione.

È nato come algoritmo, lo posso controllare da remoto, lo posso programmare e mi permette di fare moltissime cose, ma da poco ha preso la strada del cloud.

Diventa anche un prodotto fisico, da installare e mettere in linea con il sistema di riscaldamento e la parte di produzione fotovoltaica.

Le potenzialità diventano veramente interessanti e mi permettono di spingermi sempre più avanti nel miglioramento del comfort domestico, legato alla diminuzione del consumo energetico.

So che qualcuno di voi non vede l’ora di vederlo all’opera nella sua casa o di vederne immagini e video, vi accontento parzialmente.

Eccovi alcune immagini grezze che mostrano lo smart solar nella sua 5^ versione, la seconda fisica, e le prime immagini dei grafici che possiamo ricavare.

Mi sa che c’è qualche sorpresa in arrivo…

Prepariamoci al collaudo

Prepariamoci al collaudo

Ricordate che vi accennavo di un’abitazione nel milanese che sfiora i 700 m2 e riscalderemo/raffrescheremo con una soluzione radiante abbinata alla ventilazione meccanica centralizzata?

Ecco, quella in foto è la centrale termica ed è quasi finita, manca solo la parte dei collegamenti elettrici e poi tocca a me.

Tocca a a me collaudare la pompa di calore e tarare tutta l’elettronica di controllo delle temperature e dell’umidità in aria.

Di sicuro scenderò con i rinforzi, intanto in settimana salgo a dare una sbirciatina e do un paio di consigli strategici all’elettricista.

Il passo successivo è scegliere giorno e ora, concordare con elettricista e idraulico il tutto e programmare l’entrata in esercizio.

Non è difficile, breve passaggio nel circuito frigo, test sui circolatori, accensione in solo produzione di acqua calda sanitaria.

Si passa nel frattempo a settare tutti i componenti elettronici, si porta in temperatura anche la parte di accumulo tecnico e si fa partire la parte impianto.

Inizialmente parte con parametri standard, poi da remoto li raffiniamo in base a come risponde l’edificio.

Sembra un gioco da ragazzi, che ci vuole…

Diario di bordo

Diario di bordo, il ritorno

Come tutti i viaggi, prima o poi arriva il momento in cui devi preparare la valigie e partire per iniziare il tragitto del ritorno, e oggi quel momento tocca a me.

Due bei giorni intensi, un collaudo sfidando la variabile delle condizioni meteo e due sopralluoghi per vedere due ristrutturazioni caratteristiche dove ho dato il mio piccolo contributo.

Ma anche le persone che ho incrociato e forse andrò di nuovo a trovare in veste di turista sono state speciali e sorridenti.

Al contrario di molte situazioni che vedo succedere dalle nostre parti dove se ti scappa di sorridere a una persona che non conosci, quasi quasi ti arriva una va a quel paese gratis!

Ma vabbè, sappiamo che la penisola è bella e varia, ma vivere in una casa confortevole 365 giorni all’anno piace a tutti, dal nord al sud e, anche se cambiano le temperature in gioco, so come mettere assieme un progetto perfetto per una latitudine solare e ventosa come quella salentina.

Ora ritorno alla base, raffiniamo il progetto, condividiamo i numeri e… La prossima volta scendo per collaudare le nuove.

A presto ragazzi.