Mese: Ottobre 2020

Le 4 fasi della climatizzazione

Le 4 fasi della climatizzazione abbinata ai sistemi radianti in pianura padana

La più semplice è la ventilazione, la fase 1, nell’esagono verde avviene il recupero del calore estratto dalla casa, che viene trasmesso all’aria fresca che si aspira dall’esterno.

Poi c’è la fase 2, ovvero la deumidificazione e/o integrazione al raffrescamento. Basta alimentare la batteria con acqua a 15° e in automatico o si attiva solo il ciclo isotermico, cioè la deumidificazione dell’aria, o si attiva la batteria aggiuntiva che raffresca gli ambienti.

Nelle condizioni peggiori possono anche lavorare entrambi contemporaneamente.

La fase 3 è il free cooling ovvero il fresco gratis. Si attiva quando la richiesta di temperature gradevoli viene aiutata dall’aria esterna, e spesso quando a casa ci sono ospiti. Aumenta l’umidità e la temperatura, la macchina lo sente e bilancia in automatico le temperature.

La 4 fase è l’acuto del sistema, come quando in un concerto tutti gli strumenti suonano all’unisono le note più alte, il culmine del lavoro per questo simpatico aggeggio che si chiama ventilazione meccanica con recupero di calore e batteria aggiuntiva.

La ventilazione meccanica è attiva e contemporaneamente il circuito frigo è al servizio della deumidificazione, ma anche la batteria di raffrescamento chiama e viene gestita la capacità di raffrescamento della macchina.

Ecco, a queste fasi serve una progettazione e una posa delle canalizzazione e delle bocchette ad hoc, ma per i nostri climi, abbinata ai sistemi radianti, è la scelta migliore!

il condizionatore d'aria

Il condizionatore d’aria è morto. Viva il condizionatore!

Il primo lo installai alla fine degli anni ’80.

All’epoca alcuni erano prodotti in Italia, dovevamo ancora subire l’ondata orientale e cedere definitivamente a loro lo scettro, c’era ancora la Lira e installare un climatizzatore costava milioni.

I primi erano solo ed esclusivamente in freddo, servivano a raffrescare l’aria d’estate e basta, arrivò più tardi la deumidificazione e poco dopo arrivarono i climatizzatori reversibili, quelli dotati della funzione pompa di calore.

Mamma mia che ricordi, i primi climatizzatori in pompa di calore, ma che ricordi in generale, che come tali è ora di mettere in soffitta al più presto.

Venendo a noi, ai giorni nostri, pensiamo a una nuova abitazione, alla casa dei tuoi sogni, con il clima ideale 365 giorni all’anno e con un impianto intelligente, rigorosamente tutto elettrico.

No, non credo che tu dentro voglia inserire ancora il condizionatore d’aria, anche se a molti tecnici piace perché non devono fare una beata fava se non dire all’idraulico di installarne uno.

Piace anche alla categoria, perché senza tanta fatica lo predisponi e lo monti, poi te ne sbatti altamente e passi al prossimo cantiere, ma qui non è così, oggi non più.

In un’abitazione concepita per ottenere il massimo del comfort, ottimizzando al massimo la spesa energetica e tutti i fattori che la elevano alle vette del benessere, il climatizzatore non trova spazio, mai.

Il lavoro enorme viene fatto dalla deumidificazione, che nei miei progetti preferisco sia centralizzata e integrata nella ventilazione meccanica.

Il lavoro secondario viene fatto dalle batterie aggiuntive per il raffrescamento, che nei miei progetti è sempre integrata nella ventilazione meccanica centralizzata.

Ma quello che mi auguro che sia chiaro e limpido è che se nel 2020 parliamo di comfort ai massimi livelli e ti propongono ancora il climatizzatore, sorridi.

Lascia stare quello che ti raccontano, ognuno ha le sue motivazioni per offrirti la caldaietta e il climatizzatore, hanno quell’abitudine, non la cambieranno mai.

Puoi ottenere molto di più, devi solo fare un percorso diverso e farti aiutare da chi è capace di portarti verso la direzione che desideri.

tutto elettrico

Ma vuoi vedere che funziona

Terzo anni di esercizio per questa bambina da 300 kg, che riscalda 4 appartamenti nel Cadore, oltre che a produrre acqua calda sanitaria.

Siamo a circa 1400 metri sul livello del mare e l’anno scorso l’inverno non è stato dei più freddi, siamo arrivati solo a -12°.

Non è stato come l’inverno precedente che ha sfiorato i -20°, ma diciamo che il freddo lo hanno avuto, eppure…

Lei è lì, a fare il suo lavoro, a mantenere in temperatura le abitazioni e l’acqua calda sanitaria, che manteniamo in temperatura anche coi pinguini, perché a -10 loro magari sono abituati, ma io no e fa un freddo becco.

Eppure, ma d’inverno la pompa di calore

ma col freddo la pompa di calore

ma quando scendi sotto lo zero la pompa di calore

ma l’acqua calda sanitaria e la pompa di calore

e avanti all’infinito, ridiamoci su.

Loro sono passati al tutto elettrico e si scaldano senza pensieri, mentre quelli che denigrano il sistema pensano alla prossima scusa da inventare per dissuadere il cliente a installare un impianto moderno, che magari non sanno nemmeno come fare.

E tu?

Stai cercando una scusa o sei pronto al tutto elettrico?

Vuoto, carica e pre collaudo

Vuoto, carica e pre collaudo

Quando la macchina è splittata, sono tre le fasi di collegamento di una pompa di calore alla centrale termica:

  • la parte di connessioni elettriche
  • la parte di connessioni idrauliche
  • la parte di connessioni frigorifere.

C’è anche la versione monoblocco che non necessita delle saldature, ma non è questo il caso, qui abbiamo poco più di 10 metri di distanza tra l’unità esterna e la parte interna, quindi come sempre dopo aver fatto le saldature con un filino di azoto, procediamo con il vuoto, poi romperemo con una quantità precisa di refrigerante e poi apriremo le linee.

Ovviamente, questo è uno dei tre passaggi.

Il tempo che l’idraulico faccia i collegamenti tra unità interna, accumulo tecnico e sanitario, collettori, pompe di rilancio, e accessori vari.

Il tempo che l’elettricista faccia i primi collegamenti elettrici tra pompa di calore, termostati, gestione elettronica, ventilazione meccanica e via, organizzo il collaudo.

Nel frattempo, un paio di chiacchiere per definire due particolari sulla centrale termica e poi… aspettiamo la chiamata!

La saga continua

La saga continua…

Commenti ebeti e dove trovarli, la saga continua…

Io a volte mi chiedo se è uno scherzo e magari li scrive qualcuno che non ha altro di meglio da fare, e mi piacerebbe davvero che fosse così, ma credo proprio di no.

Però, facciamo finta di niente e rispondiamo con garbo!

Al primo commento, penso che la risposta più semplice sia quella di pagare la bolletta, a meno che lo stacco non sia dovuto a qualche altra disgrazia atomica di bibliche proporzioni.

Quella tecnica invece è quella di installare una soluzione ad isola, ovvero un fotovoltaico che carica direttamente un pacco batterie adeguato alla richiesta e un convertitore che trasforma in 220V l’energia stoccata qualora servisse.

Si fa, Stefano lo fa abitualmente per le baite e le varie richieste tipiche della montagna, ma parliamo di piccoli carichi, non di un’abitazione moderna che richiede potenze e numeri molto importanti.

Ma anche il secondo non scherza, potenzialmente potrebbe anche aver ragione se ci facesse capire un po’ meglio cosa vuol dire, ma il fatto che abbia fatto i conti con il suo termotecnico mi fa dormire meglio la notte.

Ora, io rispondo a seconda dell’umore e del momento in cui leggo i commenti. Se ci sono bojate immense non le mando a dire, ma sono veramente preoccupato.

Mi faccio solo una domanda: ma è così difficile accendere il cervello prima di scrivere e dove?

commenti

Un collettore per impianti radianti in pessime condizioni

Un collettore per impianti radianti in pessime condizioni

Hanno sempre fatto così, continuano a farlo e volete che non mi scappi una virgola veneta?

Quello che vedete in foto, è un collettore per impianti radianti, su un’abitazione di appena 5 anni, che è in condizioni pessime.

È talmente pieno di schifezze che la resa dell’impianto sarà almeno dimezzata, il che vuol dire che quella caldaia deve fare il doppio del lavoro per riscaldare quegli ambienti.

Ma perché succede?

I fattori principali sono due: quando hanno caricato l’impianto non hanno messo nessun additivo a protezione dei circuiti di riscaldamento e nei bagni della casa ci sono gli scaldasalviette in alluminio collegati sugli stessi collettori dell’impianto.

Traduco, l’impianto è caricato con acqua e basta, perché mettere l’additivo costa una ventina di euro e potrebbe mandare in fallimento l’idraulico, che tanto poi sono solo e sempre cazzi del committente.

Lo scaldasalviette con acqua a 35 gradi è utile come una busta vuota di coriandoli quando in bagno cerchi la carta igienica, non scalda una beata fava, ma hanno sempre fatto così e continueranno a farlo, perché è dura da far capire anche ai termotecnici.

Troppo difficile pensare a uno scaldasalviette elettrico che funziona al massimo un’ora al giorno, ti dicono che consuma troppo…

Sai, 300 o 500 watt per un’ora al giorno ti mandano in rovina, se poi ci aggiungi l’incompetenza del primo e del secondo tutta in uno, è proprio il problema più grande da risolvere…

Ps: ora con un lavaggio torna come nuovo, e con un additivo intelligente rallentiamo all’ennesima potenza il tutto, ma per favore, se vi stanno facendo la stessa identica roba a casa vostra e non siete in contatto con uno serio, usate la clava, ne ho viste in offerta su Amazon.

C'è posta per voi

C’è posta per… voi!

Per chi ha già iniziato il percorso per accedere all’ecobonus con una delle nostre squadre, quasi sottovoce, ma possiamo dire che ci siamo quasi.

Oramai è chiara anche l’ultima procedura che ci mancava e iniziamo con le prime scartoffie che poi serviranno per cedere i crediti o per portarseli in detrazione per conto proprio.

Ci abbiamo messo un bel po’ ad arrivare a questa situazione, ma non credo sia molto diversa in altre parti, in quanto gli ultimi due decreti hanno meno di 10 giorni, ma i prezzari del DEI non hanno ancora tutti i componenti, ergo il miracolo non lo poteva fare nessuno senza sbattere la testa sul tavolo.

Ma presto avremo tutti un’opportunità in più per districarci da questo mare di burocrazia e, per cercare di dare un piccolo contributo in più a questa enorme occasione per la vostre case no gas, annunceremo un partnership molto importante.

A qualcuno di voi ne ho parlato in questi giorni, o perché ci siamo sentiti telefonicamente o perché sono appena stato a far visita per la consulenza, ancora poco e poi la renderemo ufficiale.

Per ora, grazie a tutti per la pazienza e per aver atteso con noi il momento X che sembra alle porte, da oggi partono chiamate, lettere, documenti e tutto quello che serve per iniziare quello che avevamo già programmato.

Avanti tutta ragazzi, siamo in arrivo.

casa no gas moderna

Lo scrisse George Orwell

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.” (George Orwell)

Ma anche ai tempi nostri è più che attuale in tutti i campi, compreso l’insidioso campo della termotecnica applicata agli impianti per una casa no gas moderna.

Da qualunque parte provi a chiedere informazioni, salta sempre fuori qualcosa di diverso dalla visione di quello precedente, e tutti hanno ragione da vendere, senza indugio.

Chi parla di caldaie perché non è sicuro delle pompe di calore, chi parla di raffrescare con gli split perché non riesce con la ventilazione meccanica e con i sistemi radianti, chi contro il freddo pensa al pellet perché secondo lui risparmia.

La cosa incredibile è che tutti, a modo loro, hanno ragione.

Chi non è capace ad integrare un sistema, non lo proporrà mai.

Chi non sa come estrarre il massimo da una soluzione innovativa, non la proporrà mai ai propri clienti, ma sono in pochi a dire le cose come stanno e ad affermare la verità, ovvero che ognuno ha dei limiti.

Non è un disprezzo verso il settore, ma una constatazione nuda e cruda, di chi questo lo vive tutti i santi giorni e, oltre a star dietro a tutto ciò che complica un cantiere, non si stanca mai di curiosare e di capire come migliorare un sistema.

È sempre più complesso, richiede mille ragionamenti ed un bagaglio di esperienza e di lungimiranza davvero fuori dal comune, ma è l’unica via per pensare diversamente alle abitazioni e proporre sistemi efficaci ed efficienti.

Solo una nota a margine, le performance costano e non sono alla portata di tutti, nemmeno con il super iper mega ecobonus 110% che vi fa pensare che sia tutto gratis o quantomeno dovuto perché lo ha scritto Il Sole 24 ore.

Per realizzare un’abitazione con sistemi radianti performanti e un comfort senza paragoni, tutta no gas ovviamente, ci vuole la possibilità di investire, punto.

Dentro e fuori

Dentro e fuori

Quando non si riesce ad installare una ventilazione meccanica centralizzata, le soluzioni puntuali ti vengono incontro e il comfort che ottieni è sempre di alto livello.

Certo, anche qui ci sono macchine serie e giocattolini, tipo le soluzioni che con un unico foro vogliono vendere l’idea di fare il miracolo e ricambiare l’aria a dovere, ma…

Se vuoi una soluzione puntuale efficace, la base è sempre quella.

Ci vuole un ventilatore che lavora per estrarre l’aria interna ed espellerla, ce ne vuole un altro che prende l’aria dall’esterno e la porta verso l’interno, poi ci vuole uno scambiatore di calore a flussi incrociati con una buona efficienza.

Qui abbiamo anche il free cooling e controlliamo tutto da APP che ci permette di vedere i parametri di funzionamento, programmare la macchina, tutto comodo dal telefonino.

Ingombri?

Ecco, in foto si vede tutto.

Fuori sono due griglie da 8 cm cadauna, su un tubo fornito nella confezione che si attacca all’unità interna che, oltre ai due fori, chiede semplicemente alimentazione!

P.S.: in cassaforte abbiamo messo il telecomando, per essere sicuri di non perderlo.

 

termopompa

Alla fine, è arrivata lei…

Se posso scegliere, preferisco seguire il cantiere sin dall’inizio per evitare piccoli errori o scongiurare abitudini che possono creare problemi in futuro, ma a volte arrivo lungo.

Nel senso che vengo chiamato alla fine a fare il mio lavoro, quando parte dei giochi sono stati fatti e qui il compromesso purtroppo salta sempre fuori.

Ma guardo sempre il lato positivo.

In questo caso, in una villetta a schiera, in un piccolo giardino che prenderà forma quando sarà il suo momento, abbiamo scelto una termopompa un po’ diversa dalle altre, che in questi contesti non senti nemmeno girare, neanche quando produce acqua calda sanitaria.

Purtroppo l’angolino non era il suo e ora dovranno inventarsi qualcosa per nascondere il lavoro di riadattamento, ma lei fa la sua figura, piace al committente e piace anche a me.

All’inizio era arrivata bianca, con i profili color acciaio, ma gli abbiamo cambiato il vestito in corsa e in effetti nera non è niente male in questo contesto.

E tu, pronto a scegliere il colore?

termopompa