Mese: Novembre 2020

E anche questa è andata

E anche questa è andata

L’ennesima settimana in cui qualcuno mi ha detto che ci vuole il metano o il gpl per quando fa freddo.

L’ennesima settimana in cui qualcuno ha affermato che in estate, con i sistemi radianti non si può fare freddo perché c’è troppa umidità in pianura padana.

L’ennesima settimana dove un ingegnere edile mi ha detto che in una casa lui cerca la massa e servono almeno 5 cm di massetto perché un sistema radiante sia buono e funzioni senza creare problemi alla casa.

L’ennesima settimana dove un tecnico di prim’ordine (a detta del committente) ha affermato che con un contatore da 7 kw hai 2,3 kw per fase.

L’ennesima settimana in cui mi hanno detto che la pompa di calore in inverno quando le temperature scendono sotto lo zero non ce la fa e quindi integrare con la caldaia è una strategia efficace.

Ho respirato, ho provato a contare fino a 5, ma sono arrivato forse a 2 e li ho mandati tutti a quel paese senza mezze misure. Se vogliono capire studiano perché con quelli manco ci perdo tempo a parlare, non se lo meritano.

Però ringrazio tutti i committenti che hanno perfettamente capito come funziona. Sanno che ho poca pazienza e uso l’arte del vaffa come terapia, lo anticipano a chi si presenta in cantiere e poi mi testano.

Poi non lo fanno più, ve lo garantisco, ma i test me lo fanno e lo passo sempre.

E tu, vuoi raccontarmi la favola dell’orso e testare la mia pazienza o vuoi dare 4 calci in culo al solito modo di fare?

servizio di assistenza

Ma il servizio di assistenza?

Ma il servizio di assistenza nella mia zona?

È una delle domande più gettonate e faccio veramente fatica a trasmettere il concetto che, con un’elettronica e un comando da remoto, posso “smanettare” da qualsiasi parte in cui mi trovo.

Però è quello che faccio, ogni volta che capita, per questioni serie o semplicemente per apportare migliorie al sistema.

Non mi limito a vedere i dati della sola pompa di calore, argomento delicato che non sono l’unico ad offrire nel mercato dei sistemi altamente performanti.

Ho la fortuna di vedere tutto quello che controllo da remoto: pompe di rilancio, miscelatrici, temperature, tarature, riscaldamento e raffrescamento, deumidificazione e tutto quello che dev’essere gestito da un’unica interfaccia.

Anche questo è Smart Solar, oltre alla gestione dei dati e all’ottimizzazione in base alla risposta termica dell’edificio, posso intervenire anche drasticamente su tutto il sistema.

Per esempio…

Immaginatemi in autostrada, a 140 Km/h con i controlli automatici inseriti nell’auto. Ricevo un messaggio di un cliente che mi chiede di controllare il sistema per un blackout…

3 minuti dopo, due click mentre guido e sistema riavviato.

Non è un esempio a caso, è successo ieri mattina mentre andavo in ufficio a Trento e 1 minuto dopo ho ricevuto il ringraziamento per il check.

Provateci con un sistema di derivazione orientale e ditemi in quanti giorni risolvete un problema simile. Poi provate a chiedere nel gruppo, e chiedete in quanti minuti intervengo in caso di anomalia o segnalazioni simili.

Questo è stato uno dei primi crucci del meccanismo di assistenza, e questa è la risposta che diamo a chi sceglie me. Perché in questo meccanismo non c’entra l’azienda o la marca, ma c’entra tutto quello che insieme a tante persone che mi hanno aiutato, sono riuscito a mettere in piedi, con tutte le fatiche che comporta.

Mentre molti hanno ancora dubbi per motivi più che comprensibili, io mi accontento del grazie che ricevo quando dal divano, dal mio ufficio, dal letto, o da qualsiasi altra parte, uso la tecnologia per fare il lavoro che ho scelto.

lavoro casa no gas

Se pensate che sia semplice

Se pensate che sia semplice e che bastino un paio di dritte…

Alcuni guardano come le volpi dall’alto e chiedono la marca, pensando di risolvere il problema e poi fuggono via.

Altri pensano che basti uno schemino da utilizzare tipo copia e incolla a scuola, come se l’obiettivo fosse la sufficienza.

Molti non ci credono e preferiscono fare come hanno sempre fatto, perché non investono un minuto in formazione e pensano di risparmiare, sentendosi i più furbi della filiera.

Posso portarvi esempi all’infinito, ma non serve.

Il lavoro che c’è dietro ad ogni progetto che prende forma è tantissimo e non è alla portata di tutti, è un allenamento continuo che solo chi si dedica anima e cuore all’obiettivo riesce ad ottenere.

Non sono solo tubi, raccordi, pompe e collettori.

Certo, le marche “buone” migliorano i progetti, ma è inutile avere il progetto migliore del mondo se poi i componenti non sono all’altezza delle aspettative.

E viceversa, inutile aver a che fare con i prodotti più performanti se poi la logica con cui vengono installati, gestiti e distribuiti è quella di una volta.

Chi pensa che gli impianti per una casa no gas siano una toccata e fuga sbaglia sin dal principio, non è uno sport adatto a tutti, non è solo tecnica e competenza.

Il mio segreto è la passione per quello che faccio, senza sarebbe solo un lavoro come gli altri.

fare informazione

Caro giornalista…

Caro Giornalista del Giornale di Brescia…

Lo so che tu fai il tuo lavoro in buona fede e il tuo lavoro è quello di riempire pagine di giornale che altrimenti sarebbero bianche, ma ogni tanto un po’ di attenzione servirebbe.

Capisco che parlare di ecobonus è la moda del momento e sembra che non ci siano altri temi se non la pandemia e tutte le frustrazioni che ne derivano, però…

Quando fate informazione, visto che magari avete anche un seguito, non date per scontato tutto quello che vi viene detto.

Sapete meglio di chiunque altro che diffondere informazioni tendenziose induce le persone a farsi enne mila viaggi mentali per spiegare il motivo per cui scrivete messaggi fuorvianti.

Certo, non siete il Sole 24 ore che tenta di formare a distanza sull’ecobonus, ma inevitabilmente qualche errore lo commette, mi aspetto che per Natale ci sia anche la laurea ad honorem sull’argomento, conseguita nella lettura e dimostrabile con lo scontrino giornaliero della testata dal – al -…

Caro giornale/giornalista, io nei cantieri di Brescia ci sono spesso, mi piacerebbe dirti quello che penso da buon veneto, ma avrei bisogno poi dell’avvocato, quindi cerco di essere diplomatico.

Siamo nel 2020, abbiamo la tecnologia e l’esperienza necessaria per eliminare i fossili anche nei casi peggiori. Lasciamo le soluzioni ibride ai buoni a nulla che si sono fermati a tanti anni fa.

Per favore, non chiamarli professionisti.

impianti casa in legno

Dopo 1000 burocrazie…

Per l’edilizia una delle spine nel fianco maggiori è sempre la burocrazia e, quando per un cavillo legato a un permesso per ogni sacrosanta risposta passano mesi e mesi, qualche giramento di zebedei è più che lecito.

Niente di nuovo, storia che si ripete all’infinito nello stivale quella delle tempistiche per ottenere i permessi, ormai ce ne siamo fatti una ragione.

Ma qui finalmente il committente coraggioso, con molta più pazienza della mia, è partito da un pezzo e pian piano vede sorgere la sua nuova casa in legno.

E in questa casa, gli impianti li abbiamo pensati assieme.

Impianto a tutt’aria ovviamente, batterie idroniche per riscaldamento e raffrescamento che lavorano in simbiosi con la ventilazione meccanica.

Centrale termica con cuore italiano e fotovoltaico che si picchiano tra di loro per capire quando spingere di più e quando fare il minimo che serve.

Un pizzico di domotica e automazioni che nell’impianto elettrico daranno vita a qualche sequenza che renderà più semplice la gestione della casa.

casa in legno

professionisti

Il punto zero

Abbiamo tutti un tocco artistico da poter dare: il pittore parte da una tela bianca, lo scultore da un pezzo di roccia, i miei ragazzi da una parete vuota ancora da finire.

Il pittore dalla tela ricava un quadro, dopo aver pensato al soggetto ed aver colto l’ispirazione del momento.

Lo scultore, da una fredda roccia qualunque, ricava forme dolci e sinuose con una cura maniacale.

L’idraulico parte da una parete vuota e, con un progetto termotecnico in mano, crea la centrale termica che alimenterà la casa.

Sembra esagerato, ma non lo è affatto.

Non sono tutti artisti, non lo sono nemmeno i pittori e gli scultori, anche se un tocco lo abbiamo tutti noi.

Idem per gli idraulici, categoria con la quale passo molto tempo e la maggior parte delle volte stimo.

Ci sono i professionisti che dopo due parole sanno già come procedere e possono realizzare gli impianti ad occhi chiusi.

Ci sono gli insicuri, che dopo le spiegazioni dal vivo, con il progetto termotecnico in mano, ti chiamano per conferma “non si sa mai”.

Ci sono gli improvvisati, non ti lasciano nemmeno finire la spiegazione e asseriscono di aver capito, infatti spesso arrivo verso la fine dei lavori e trovo qualcosa da rifare e qualcuno che si prende la colpa…

Di fatto però, sono artisti e li stiamo cercando.

Io ci metto la base e i progetti assieme al committente, loro ci devono solo mettere l’esperienza e le mani d’oro nell’esecuzione.

cantiere domestico

È tutto un saliscendi

Nel nostro immaginario comune, la fatica è raffigurata dalla salita mentre la gratitudine è nella discesa. E in tutti gli ambiti è così.

Anche nell’impiantistica, è la stessa identica cosa.

C’è un momento di fatica e un momento di relax, sembra una sessione di allenamento cardio dove alterni costantemente le frequenze.

Fare la scelta, seguire la realizzazione e vederne poi gli stati di avanzamento corrisponde al fare la salita, per entrambi di solito. Sia per il committente sia per me.

Fare il collaudo invece prende due punti di vista diversi.

Per il committente è il picco della curva, è la prova del 9 che tutto funziona.

Per me è un attimo di relax, dove stacco un attimo dalla routine e vedo prendere forma le fatiche che mi hanno portato a godermi quel momento.

Come sempre insomma, sono punti di vista.

Ciò che non cambia oggi e non cambierà mai, è che partire dalla chiacchierata preliminare e arrivare poi al collaudo finale è come un giro sulle montagne russe.

A me non piacciono quelle dei parchi giochi, mi spaventano. Ma quando si parla di un cantiere domestico, mi sembra di essere dentro ad un parco giochi e mi diverto.

Case al 100% elettriche

Case al 100% elettriche

Dimostro sempre il mio brutto carattere, non ne posso più.

Faccio case al 100% elettriche, con pompa di calore e sistemi fotovoltaici intelligenti, faccio dialogare gli impianti e controllo tutto da remoto.

Ma…

Niente. Trasmettere il concetto del trifase è un’alienazione che ancora non si comprende, e me ne rendo conto.

Spiegare che su una casa elettrica i 6 kW in monofase sono come tirarsi una zappa nei coglioni è difficile, per anni abbiamo sempre demonizzato il pensiero, ma nel 2015 le cose sono cambiate.

Abbiamo liberalizzato il mercato dell’energia e abbiamo reso più conveniente l’accesso al trifase domestico, sdoganando il costo fisso di 21€ a kw per la potenza di fornitura che possiamo scegliere tra 6, 7, 8, 9 e 10 kw.

Chi pensa all’auto elettrica o ne possiede una e la carica a casa già lo comprende da un bel po’, anche chi ha eliminato i fossili per passare ad una pdc coi radiatori conosce il processo, ma troppe persone sono legate a vecchi dogmi che dobbiamo abbattere con la scure, con tutta la nostra forza.

Ma in ogni caso, io non perdo l’occasione.

Chissà che mandandone a quel paese un discreto numero il concetto inizi a diffondersi, il primo è quello che ho un brutto carattere, il secondo è che se non capisci non devi rompere i maroni.

casa no gas

Era ora, si parte!

Potrei raccontare una storia lunga due anni a guardare questa foto e non racconterei nulla di nuovo, racconterei l’ennesima situazione che si ripete, ma con un lieto fine.

C’è un futuro proprietario di casa che trova il terreno e l’impresa per realizzare la sua abitazione, combatte un po’ con la burocrazia e un po’ con il modo di fare tipico del costruttore edile, poi durante il percorso trova pure me e via.

Succede che dalla soluzione impiantistica modello compito per casa con sistema ibrido, riscaldamento radiante a pavimento con pannello bugnato e predisposizione ai condizionatori d’aria e 3 kW di fotovoltaico si cambia tutto.

Il radiante a pavimento diventa pannello liscio con sistema tucker, al posto degli split inseriamo VMC con ciclo isotermico e batteria di post e ovviamente una pompa di calore seria al posto della ciofeca ibrida.

Per la cronaca, i 3 kW di fotovoltaico sono diventati 8, ma questo è solo il punto finale dei calcoli, il risultato della ricerca del fabbisogno annuo completo per quell’utenza.

E ora, finalmente, le basi sono state gettate, avanti con l’involucro e poi tutti pronti a partire per realizzare una casanogas.

Non fate i furbi

Non fate i furbi

Fatico a capire quando…

Quando avete costruito casa, magari non avete dichiarato agibili tutti i locali per pagare meno tasse negli anni successivi, oggi però ve la prendete perché è un’irregolarità e vorreste accedere all’ecobonus.

Nella piantina iniziale tutta quella parte di casa era un magazzino non riscaldato, ma nella realtà è l’appartamento dove vive un familiare e vi arrabbiate additando lo Stato come ingiusto perché non potete fare i lavori gratis.

Oppure, consci che magari sarebbe anche il momento di mettere in regola l’abuso prima di fare qualsiasi cosa, ti lamenti perché devi spendere tot mila euro per sanare e sono troppi soldi.

Non che debba giudicare a tutti i costi, ma fossi in voi cercherei di sanare il sanabile senza dire niente a nessuno e basta. Perché la situazione fino ad oggi conviene sempre e solo a voi, non allo Stato.

E non è un benefit avere una casa con un abuso, è un problema da risolvere, e molto probabilmente lo diverrà anche per le detrazioni tradizionali al 50% o al 65%, quindi prendetene atto e iniziate.

Inutile etichettare gli altri come cattivi o ingiusti.

E soprattutto non chiedete a chi firma le conformità di chiudere un occhio, quando un’ora prima vi siete quasi arrabbiati perché non riuscite a capire come mai non ci sono assicurazioni per voi.

Almeno siate coerenti.