Mese: Dicembre 2020

Neve e pompe di calore

Neve e pompe di calore

Va che bellina. Questa è una delle foto più belle che mi hanno mandato, direttamente da Bergamo city, in val Seriana, pompa di calore e pupazzo di neve, ahhhh no?

Il sistema lo abbiamo acceso giusto poco prima dell’arrivo del freddo, ho mostrato anche le foto della centrale termica e ci ho fatto anche un video per dare qualche (spero utile) consiglio a chi mi segue.

Tra l’altro opera realizzata da due professionisti locali che ho conosciuto e seguito in questa occasione, e felice di averlo fatto perché ho dialogato con due persone molto valide che ho già consigliato ad altre richieste locali.

Ma tanto per darvi un’idea semplice, la casa è di 2 piani più mansarda abitabile dove c’è una bellissima camera da letto con bagno padronale.

Costruzione non recentissima, quest’anno abbiamo solo realizzato tutti gli impianti, l’involucro è circa del 2010, ha una storia sua.

20/21 gradi costanti in casa, acqua calda in abbondanza con tanto di ricircolo attivo, VMC che fa il suo lavoro e sensori che monitorano tutto gestendo temperature e ottimizzazioni.

Oh, persino li pupazzo di neve ride.

Gli avevano detto che con la neve la pompa di calore non riscaldava, in una zona freddina come quella poi… Ma si è girato e sta vedendo la vetrata di casa, dove dentro hanno le maniche corte e sembra che il calore non manchi.

certificazione energetica

Caro certificatore energetico…

Quella in foto è la certificazione energetica di un’abitazione appena realizzata nella mia provincia natale, Padova.

L’involucro è in legno ed è stato fatto con molta cura, dai materiali alla posa in opera, ce lo aveva confermato il blower door test con numeri veramente ottimali.

Sugli impianti c’ho messo lo zampino io, un’unica pompa di calore piccolina che produce acqua calda sanitaria e si occupa della climatizzazione estiva e invernale.

Distribuzione ad aria, che lavora in abbinamento alla ventilazione meccanica, un gioiellino di impianti semplici ed efficaci, che con un involucro così ci stanno a pennello.

Tutto elettrico, come piace a me e al committente.

Ma caro certificatore energetico e cari tutti gli amanti del solare termico, non me ne faccio una beata mazza di 2 pannelli o qualche tubo del menga in una casa 100% elettrica.

Con il sole produciamo energia elettrica e con quella facciamo tra le altre 1000 cose anche l’acqua calda sanitaria.

Non me ne frega una beata cippa se tutti consigliano una tecnologia che per le nostre abitazioni, nel nord Italia, puzza di muffa.

Comunque, era d’obbligo inserirlo, direbbero in molti.

Ma piuttosto del solare termico, 2 pannelli in più di fotovoltaico e ottieni solo benefici, anche se all’idraulico o al termotecnico non piace e insisteranno a dire che…

Aria o acqua cambia poco, se sai come fare

Aria o acqua cambia poco, se sai come fare

Nelle ristrutturazioni importanti, dove si tocca l’involucro e si ammoderna la parte dedicata agli impianti, la scelta dev’essere fatta dal committente, chi progetta e realizza l’opera deve semplicemente fare il proprio lavoro e generare comfort.

Sembra quasi un controsenso, ma visto che progetto solamente impianti in pompa di calore per case no gas, e visto che ho messo pompe di calore su radiatori con la facilità con cui le calcolo per una nuova costruzione, voglio condividere una riflessione.

Certo, a tutti piace lavorare con un buon involucro che disperde poco calore e magari è privo di ponti termici, anche se credetemi quando dico che molti professionisti metterebbero la caldaietta e i climatizzatori.

Io dell’involucro prendo solo i numeri che mi servono e ci studio sopra il sistema. Se vedo la possibilità di inserire una termopompa bene, altrimenti mi fermo e invito il committente a lavorare su altri fronti.

Il mio lavoro è pensare agli impianti, se la casa è nuova il lavoro di scelta è semplice e la realizzazione dà del filo da torcere. Se invece la casa ha i suoi anni e i suoi impianti, è un lavoro da uomini duri, maglio farlo fare a chi ha esperienza.

E l’aria cosa c’entra?

Niente, ma spesso si parte con la convinzione che gli impianti ad aria siano fastidiosi e che si senta come negli uffici il soffio costante delle macchine, creando più fastidi che benefici.

E allora vi mostro una piccola parte del cantiere, dove l’involucro sarà davvero performante quando faranno il cappotto, ma la pompa di calore non lo sa e lo sta riscaldando ugualmente.

Qui ci sono 4 batterie ad acqua come quella che vedete in foto, 2 scaldasalviette in bagno e nella zona giorno più grande 2 termoarredi.

Le temperature sono costanti e il sistema è impostato in automatico, devo solo iniziare ad ottimizzarlo, appena mi connettono in rete l’elettronica.

Però…

Non esiste l’impianto migliore e la storia di quello giusto è una barzelletta che ormai siamo stanchi di sentire.

Visto che per le abitazioni i soldi li spendete voi ed è giusto che li spendiate come cavolo vi pare, esiste solo l’impianto che risponde ai vostri desideri.

Il mio lavoro è capire come volete che siano ed aiutarvi a realizzarli.

Aria o acqua cambia poco, se sai come fare - 1

elettrica 100%

Offerta lampo 48 x 18

C’erano una volta due caldaie, fatte dallo stesso produttore circa 12 anni fa, da 24 kW ciascuna. Una aveva un accumulo da 60 litri, l’altra no.

Facevano il loro lavoro, riscaldavano una casa con 300 m2 a radiatori in alluminio e circa 80 m2 con riscaldamento a pavimento, fino a quando Fabrizio non mi ha contattato.

Cosa facciamo e cosa non facciamo, ho studiato come renderla elettrica al 100% eliminando le 2 sorelle quasi gemelle, i piani di cottura a gas e inserendo la bambina in fotografia.

Abbiamo anche messo 10 kW di fotovoltaico, che tra la casa e l’auto elettrica in arrivo, faranno il loro lavoro e daranno il loro contributo.

Ma torniamo al primo passo, le due caldaie.

Hanno lasciato il posto ad un’unica pompa di calore da 18 kW che ha il compito di produrre sia la parte di acqua per il riscaldamento, sia la parte di acqua sanitaria.

E tanto per citarne una, ora l’acqua calda sanitaria arriva più velocemente di prima ai rubinetti, per una piccola miglioria che siamo riusciti a fare.

Il sistema è acceso da un pezzetto e con mio piacere la macchina lavora con una mandata costantemente vicina ai 47° e il benessere in casa è percepito da tutta la famiglia.

Io avevo stimato che lavorasse vicina ai 50°, ma non ci arriverà nemmeno se la zona arriva a -10° esterni, con un risparmio notevole.

Tra prima e adesso il costo per il riscaldamento viene ridotto del 40% grazie alla pompa di calore e quella spesa viene abbattuta ulteriormente grazie al fotovoltaico.

E tu stai pensando a quale “ma io…” scrivere o sei pronto al passaggio?

 

involucro e impianti

Cane e gatto!

La credenza popolare è che questi due animali non vadano d’accordo, il cane appena vede il gatto tenta di fargli la festa.

E poi molte volte ci meravigliamo e rimaniamo piacevolmente stupiti quando incontriamo due animali completamente diversi tra di loro che giocano in allegria.

Ed è la stessa cosa del binomio involucro e impianti.

L’involucro è come il gatto, gli impianti sono come i cani.

Se non c’è un minimo di nesso logico nel binomio, uno deve prevaricare l’altro e sopperire alle mancanze.

Se invece entrambi crescono insieme, rimarremo piacevolmente stupiti dai benefici che ne otterremo.

Dico sempre che non c’è la soluzione migliore, ma quella più adatta al contesto ed alle esigenze.

Ma se posso scegliere, preferirei avere un cane e un gatto che giocano tra di loro, un binomio involucro più impianti intelligente e bilanciato.

Come fare?

Beh, io non mi occupo di involucri, ma nel 2021 ho in serbo una piacevole sorpresa per tutti voi.

collaudo

Facce da collaudo

Era da un pezzo che non pubblicavo qualche foto dal cantiere, perché in questo ultimo mese ho sempre più spesso i minuti contati anche in collaudo.

Ma qui ce la siamo presi comoda, idraulico ed elettricista montavano un sistema simile a questo per la prima volta, mi hanno chiesto qualche chiarimento nel mentre, ma il lavoro finale che hanno fatto ne varrà la pena.

Abbiamo finito assieme la parte di collegamenti elettrici, settato l’elettronica che regola le 5 pompe di rilancio e fatto partire la macchina sotto mezzogiorno, prima di andare a mangiare.

Qui l’accumulo sanitario è di 800 litri e quella nel termometro è la temperatura a cui l’abbiamo portata nei 75 minuti di pausa pranzo che abbiamo fatto.

Ho abbassato il set point…

Ora mancano un paio di rifiniture estetiche, bisogna chiudere la porta della centrale termica e far ricrescere l’erba attorno alla pompa di calore, intanto questi 350 m2 di casa con 3/4 di radiatori in ghisa e una mansarda con radiante a pavimento la scaldiamo senza gas.

Abbiamo sempre fatto così

Abbiamo sempre fatto così

Quante volte è capitato e quante volte ancora capiterà…

Le vecchie abitudini sono dure a morire e anche se chi le difende ha la consapevolezza di essere rimasto fermo all’inizio, non c’è verso.

Dalle chiacchierate che si susseguono quando si inizia il cantiere a quelle del progetto, sembra ci sia un disco infinito che gira e dice sempre le stesse cose:

  • Le pompe di rilancio non servono e nemmeno i puffer, la motivazione preferita è che si risparmiano soldi.
  • La miscelazione a monte non serve, tanto impostano 35° in inverno e 18 in estate e viaggiano a punto fisso, hanno sempre fatto così e si trovano bene.
  • Termostati ne basta uno per piano, perché se no il cliente spende troppi soldi e poi il lavoro lo fa qualcun altro e non prendo la segnalazione dal produttore.
  • Meglio una caldaietta di backup perché per qualsiasi evenienza se non funziona la pompa di calore hai sempre un’alternativa, e poi quando fa freddo sappiamo tutti che…
  • No ma non mi fido delle pompe di calore, allora metto una taglia in più perché così sono più sicuro.

La verità è che oltre a non sapere ciò che fanno, non sono loro a dover pagare le tue bollette o il costo per rimediare alle cavolate che combinano, ma hanno sempre fatto così.

Ma la riflessione di oggi è un po’ diversa: tu che cerchi di capire come fare, ti decidi a cambiare strada o rimarrai vittima dell’abbiamo sempre fatto così?

casa no gas

Grazie Google Maps e grazie a Enrico

Tra i millemila messaggi che ricevo ogni giorno, molti sarebbero da condividere perché raccontano storie, risate, problemi, soluzioni e tutto quello che succede in ogni cantiere.

Non ne ho solo uno da seguire, assieme a tutti i collaboratori e gli aiuti esterni a Casa No Gas stiamo gestendo tante ristrutturazioni e tante nuove costruzioni, e questo appaga enormemente gli sforzi che facciamo, davvero.

Abbiamo anche molti retrofit che nel breve periodo si concretizzeranno a seconda delle tempistiche e delle burocrazie sempre più importanti, ma è normale che sia così, piuttosto che un lamento meglio usare lo stesso tempo per trovare la soluzione, è sempre stato uno dei miei mantra.

Ogni problema ha la soluzione, il divertimento sta nel trovarla.

Qui invece, oltre che agli incontri in cantiere, al Paolo che realizza l’opera dietro mia supervisione, ai ragazzi che mi hanno aiutato a progettare e sviluppare un sistema radiante super performante con ventilazione meccanica e deumidificazione asservito da pompa di calore e fotovoltaico, la ciliegina sulla torta è Maps.

Così Enrico si è trovato la fotografia del cantiere iniziato da poco che mostra com’era la casa ed io mi vedo in bellavista uno dei nostri cartelloni.

Dove metterò il prossimo?

Eh… se mi ricordassi sempre di averli con me ve ne avrei mostrati altri, ma prometto di caricarne di nuovi e di riprendere a seminarli in giro per lo stivale.

casa no gas

ecobonus

Non ci siamo ancora

Tutti pronti a sfruttare l’opportunità dell’ecobonus con la cessione del credito attendendo l’aiuto delle banche, che più o meno si stanno strutturando e stanno entrando nella materia, ma di base abbiamo il freno a mano tirato.

Certo, si possono fare i contratti.

Certo, si possono individuare i lavori.

Certo, via con la valutazione energetica ma…

Se non hai capitali tuoi da investire, mancano ancora troppi passaggi per creare i computi per l’asseverazione dei prezzi, e con tutto il terrorismo per i controlli che faranno, io non vi consiglierei di fare gli spavaldi.

C’è ancora il freno a mano tirato e, anche se il nodo dovrebbe sciogliersi nei prossimi giorni, gli unici cantieri che ho visto iniziare sono quelli dove il committente ci mette tutti o una gran parte dell’investimento.

Sono fiducioso che manca poco, ma non aspettatevi di partire dall’oggi al domani e non pensate che ci sia qualcuno che in 3 giorni vi faccia i documenti perché avete fretta.

Qui se non avete il capitale proprio da investire dovete aver pazienza, e anche se ne avete una parte e poi volete cedere a banche e/o i crediti maturati, non cambia di molto.

Tradotto, abbiamo tutti voglia di partire, ma non è questo il momento.

Gombloddo

Gombloddo!

Ragazzi, è un lavoro che richiede risorse e costanza quello che ho scelto di fare, richiede tanto tempo e dedizione, ma si impara davvero moltissimo.

Il dialogo con chi sviluppa o testa nuovi prodotti inerenti al mio lavoro, porta spesso a ragionare fuori dagli schemi, altrimenti non si troverebbero le innovazioni.

E nel mio piccolo quando posso scrivo e lo diffondo, per fare in modo che quel passo di ricerca possa essere alla portata di tutti, magari partendo dalle basi e condividendo le informazioni super semplificandole.

Tuttavia…

Non basta imparare a memoria un paio di cataloghi tecnici o peggio ancora ripetere ciò che avete sentito nei miei video o letto nei miei post o articoli.

Prima o dopo vi trovo, o vi trova la tecnologia per me, e poi mi arrabbio e scomodo l’avvocato. Ma lo scomodo perché se copiate i miei materiali dimostrate di essere stupidi 3 volte.

Mi attaccate perché siete affezionati alla fiamma, mi denigrate perché non sapete come affrontare il cambiamento e piuttosto che migliorare preferite andare a fondo, e alla fine copiate i materiali perché avete capito che con le prime due strategie vi schiantate.

Probabilmente voi che siete qui per rubare informazioni non capirete nemmeno il senso del post, ma vi assicuro che quando le persone che ho incaricato vi toccheranno il portafoglio, allora vi sveglierete e lo capirete fino a fondo.

Adesso continuate pure a copiare, il conto ve lo presento alla fine.