Mese: Marzo 2021

Tutto pronto per iniziare

Tutto pronto per iniziare

Tutto pronto per iniziare, avanti sempre!

Ci sono cantieri che prendono il via in poche settimane, altri che richiedono mesi e purtroppo alcuni iniziano dopo anni di attesa.

Inutile discutere sui motivi, li conosciamo bene e sono tra i nemici numero 1 che tutti noi ci troviamo a combattere prima o dopo.

Qui l’idea prende forma nel 2016 e il cantiere ha preso forma l’anno scorso, ieri finalmente è iniziata la parte impiantistica.

Un ragionamento sui progetti, qualche dettaglio sul posizionamento dei vari componenti, uno sulle distanze e su qualche particolare e finalmente si inizia.

Tempo qualche mese e ci prepareremo allo shock termico e a tutti l’iter per il collaudo, inutile dire che non vediamo l’ora di farlo.

Come dico sempre: molto bene e avanti tutta, siamo prontissimi!

pompa di calore

Il bolide in garage

Altra pompa di calore appena avviata, pronta per lo shock termico, inizierà il suo lavoro nella fase di raffrescamento.

Mentre sulla carta la stagione del freddo arriva quasi a termine, lancia un annuncio a chi sta progettando la sua nuova abitazione.

Visto che nelle nostre case, nei nostri garage, ci mettiamo le cose più preziose e quelle a cui teniamo di più, voglio lanciare un appello.

Facciamo i garage più ampi, così un angolino lo teniamo per la centrale termica!

termopompa

Test empirici

Ho fatto un test molto interessante, in una giornata di sole con circa 17° di temperatura, in una giornata in cui il brutto carattere non aveva ancora preso il sopravvento, l’ho voluto provare.

Prendi una termopompa di 12 kW, mettici di fianco l’ing. Giacomo Tomasi e scatta una foto, poi mi ci metto di fianco io e lui scatta una foto, poi trai le conclusioni.

A questo punto intuisco che l’ing è alto, la macchina ha dimensioni e pesi importanti, e io sono basso, ma abbiamo anche delle cose in comune.

Io e la pompa di calore abbiamo più o meno la stessa profondità.

Avevo anche altre ennemila prove empiriche da fare comparando le caratteristiche della pompa di calore con me, ma ho deciso di sospenderle fino alla fine della pandemia.

Quindi ritorno sulla pratica di tutti i giorni, e dopo le foto ho condiviso con l’idraulico come installarla ed interfacciarla con l’impianto esistente, ragionando sullo schema e sui posizionamenti di tutti gli accessori.

Lunedì inizia anche questa centrale termica in quel di Brescia e tra una decina di giorni ci prepariamo a fare il primo avviamento e saremo pronti a climatizzare un’altra villetta che ha scelto il tutto elettrico.

P.S.: La prossima volta mi metto più dritto in fotografia e se riesco mi metto anche in punta di piedi.

avviamento centrale termica

Neanche il tempo di accenderne una che…

Se in questi giorni mi scrivete con qualsiasi mezzo che avete e non riesco a rispondervi non preoccupatevi, devo fare una cernita enorme di messaggi e tutto il resto, perché non faccio in tempo a collaudarne una che ne è pronta un’altra.

Aggiungete che c’è qualche aggiornamento in atto e tutte le routine quotidiane in questo periodo si fanno sempre più intense, se non mi do un paio di semplici regole per sopravvivere senza sclerare si amplifica il veneto che c’è in me.

Credo che a breve prenderò qualche giorno di ferie, magari quei pochi giorni che ci fermiamo a Pasqua mi rigenero e butto dalla finestra il telefonino, ma non credo visto che devo preparare il trasloco di casa mia.

Comunque, i lavori procedono spediti nella maggior parte dei cantieri che seguo e ho una lista di primi avviamenti da fare che mi porteranno a girare lo stivale da Milano a Macerata, girando tutto il triveneto e fermandomi rigorosamente in Emilia Romagna e in Toscana.

7 regioni in 15 giorni, e non è la prima volta che capita.

Abbiate pazienza che uno alla volta arrivo anche da voi e prima o dopo accenderemo anche la vostra centrale termica.

Ikigai

Come quella giostra che…

Con il passare del tempo, quando mi fermo e per svariati motivi, ripenso alle fasi della mia vita in generale, dei percorsi che ho fatto e delle circostanze che ho affrontato, posso dire di aver imparato ad apprezzare meglio i cambiamenti.

Nella vita personale, con gli amici e anche nel lavoro.

Ci sono voluti tutti gli errori che ho commesso, ci sono voluti momenti in cui ti fermi a pensare e intuisci che se vuoi che le cose prendano un aspetto diverso ci vuole un cambiamento profondo.

Ci vuole il momento in cui capisci che alcune cose sei portato a farle e ti piacciono, quando le fai ci metti del tuo.

Ci vuole anche il raziocinio di capire che alcune cose non sono proprio parte di noi, e vanno abbandonate al più presto perché sono tossiche, per noi e per quelli che ci circondano.

E secondo l’illustrazione qui sotto, il segreto è stare sempre al centro, senza farsi abbagliare da illusioni effimere e senza prendere decisioni avventate o dettate da motivazioni irrazionali.

È come trovare l’equilibrio al centro del Tagadà, quella giostra che vista con filosofia può rappresentare le fasi che tutti noi attraversiamo nel corso del nostro cammino.

Nel mio caso, lavorativamente parlando, non è diverso.

Non ci sono riuscito subito, ci sono voluti 40 anni e tanti studi per capire e comprendere il significato di Ikigai, e ogni giorno apprezzo sempre di più la fatica per rimanere nel centro.

Sono la persona meno adatta a insegnarlo, non ho le doti che servono, ma auguro a tutti voi di comprenderlo e di arrivare a viverlo a pieno.

Riprenderemo prima o poi

Riprenderemo prima o poi

Qui è quando racconto e condivido tutto quello che ho appreso fino ad ora sull’ottimizzazione di una centrale termica in base all’impianto su cui deve lavorare.

Il primo modulo dura circa 6 ore e devo dire che mi sono divertito come un matto, l’ho fatto al 93% in italiano ma un po’ di dialetto veneto serve sempre, mi sono arrabbiato un paio di volte e non ho detto le parolacce.

Cioè, non mi sono arrabbiato come potrebbe succedere in cantiere e non ho invocato Germano Mosconi ad aiutarmi, ma qualche francesismo ha condito la giornata.

Abbiamo parlato di tutto, siamo partiti dal confrontare la pompa di calore ad una caldaia, a chiacchierare sul circuito idraulico, a disquisire sulle tubazioni più idonee e sulle tipologie di installazione più valide, per poi finire sul primo avviamento e parlare dei più frequenti errori in fase di accensione.

Eravamo in pochi, per rispettare i più rigidi controlli e le regole attuali, ma prima o poi riprenderemo e mi auguro di vederne 20, 30, 50 e tutti quelli che vorranno partecipare.

State calmi e tenete duro, al mio segnale scateneremo un assembramento di tecnici!

Quando la responsabilità è mia

Quando la responsabilità è mia

Quando la responsabilità è mia, si fa come dico io, punto.

Non è la prima volta che vedo un lavoro e capisco di essere la persona sbagliata nel posto sbagliato, perché non potrei esser d’aiuto a raggiungere l’obiettivo del cliente.

Solo che invece di starmene lì e fare il compito per casa, magari assecondando esigenze comprensibili ma non in linea con il mio modo di fare, faccio un passo indietro e mi fermo.

Non nascondo che ho anche reso i soldi della consulenza perché era pressoché inutile offrire il mio servizio, e semplicemente ho comunicato che in quella situazione specifica io non sono della partita.

Certo, l’eccezione conferma la regola, e nel caso mio e di quello che penso, progetto, realizzo e collaudo, visto che poi me ne prendo cura e anche me ne assumo i rischi futuri, ho un modo diverso di vedere e gestire le situazioni.

Una di queste è successa proprio questa settimana, dove per una questione di estetica e di altezze a disposizione, la prima soluzione non poteva essere applicata, succede.

Due riflessioni con i miei ragazzi e subito si trova l’alternativa, si parla di umidità e di ricambio aria. Invece di una soluzione tutto in uno abbiamo optato per un deumidificatore da incasso ed una VMC separate.

“Ma al cliente non piace la soluzione, non è convinto.”

Mi sono girato a guardarlo, gli ho spiegato i motivi della scelta e come anche due soluzioni separate possono interagire tra di loro e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, abbiamo concordato tutti assieme la posizione dei componenti e fine.

Tutti vivranno felici e contenti, perché negli impianti che seguo e collaudo, come dico spesso anche durante le telefonate di chi prenota la mia chiamata vige una regola semplice: o si fa come dico io, o viene rifatto finché non è come dico io.

Tranquilli, non è che lo faccio perché sono un superegoista e voglio comandare il mondo, e non lo faccio per soddisfare il mio ego, non è questo il motivo.

Mi prendo la responsabilità di quello che progetto, vendo, realizzo e me ne devo prendere cura per i prossimi anni mettendoci la faccia per garantirlo.

E siccome di trucchetti per ottimizzare gli impianti ne ho imparati nel corso degli anni, pretendo che siano tutti applicati, così sono sicuro che dopo il collaudo le possibilità di malfunzionamento sono drasticamente ridotte.

Ecco perché se in cantiere fanno come dico io, andrà sempre bene.

Per me, per gli addetti ai lavori e soprattutto per chi paga il conto.

Se e come vi posso aiutare

Se e come vi posso aiutare

Chi ha tutti i requisiti per prenotare la mia telefonata me lo chiede spesso, e sintetizzare tutto in poche righe non è per nulla facile, ma ci provo comunque.

Se abiti in una delle 7 regione del centro nord Italia, e stai ristrutturando casa o stai costruendo da zero, allora probabilmente ti posso aiutare.

Vediamo assieme il progetto di casa nuova o la tua ristrutturazione, attraverso una serie di domande cerco di capire come desideri vivere in quell’abitazione e quindi come cucirti un progetto degli impianti attorno.

Me ne torno in ufficio e assieme ai ragazzi facciamo le nostre simulazioni e ti studiamo il pacchetto di progetto, di materiali, di assistenza tecnica al cantiere e di installazione in base alle necessità.

Se ti piace e vuoi proseguire, forniamo i materiali e dove possiamo anche l’installazione, faccio io in prima persona i collaudi e poi mi prendo cura – sempre assieme ai miei collaboratori – del tuo impianto garantendotelo per gli anni a venire.

Questo è il servizio che abbiamo creato e che se avete alcuni requisiti potete acquistare, ma niente ansia, niente compromessi e niente pareri e/o opinioni.

Così l’ho pensato, così lo porto avanti e solo così mi prendo la responsabilità dei cantieri che ho realizzato e realizzerò in avanti.

Complesso, efficace, senza compromessi.

Non sono solo tubi

Non sono solo tubi

Quando parti da zero e devi distribuire l’energia per il riscaldamento ed il raffrescamento dalla centrale termica, è bello pensare al giro dei tubi.

Nei miei progetti, che poi diventano realtà, c’è per ogni piano e una che va direttamente alla batteria della ventilazione meccanica.

Parte tutto dal collettore, che prende nel punto migliore l’energia prodotta dalla pompa di calore e la distribuisce nei terminali.

Quando la realizzi, dai vita al progetto del termotecnico e quando le persone che lavorano prima, durante e dopo fanno parte della stessa squadra, è tutto più semplice.

A volte abbiamo spazi enormi, a volte talmente piccoli che tutto deve essere millimetrico, ma…

Sono solo tubi.

soluzioni ibride

Le pubblicità, quelle belle

Io non voglio prendermela con loro, i sistemi li producono e devono venderli, e hanno una platea enorme disposta a crederci e a diffondere il verbo perché di base nemmeno sanno che il progresso avanza inesorabilmente però…

Faccio case 100% elettriche, ne ho monitorate talmente tante da perdere il conto e ho file pieni di dati che tra un po’ devo ampliare i server perché esplodono dai numeri.

Ho fatto retrofit (cioè ho eliminato caldaie e combustibili fossili) in abitazioni anni ’80 con radiatori in ghisa dove la temperatura di progetto potrebbe far venire un infarto.

Ho imparato che il mantenere in temperatura una casa costa meno e dà più comfort rispetto all’accendi e spegni e ti permette di lavorare con una temperatura di mandata più bassa.

Predico che al massimo se proprio proprio un radiatore nasce piccolo per lavorare a 55° o meno, basta cambiarlo e la spesa per farlo fa sorridere.

Esprimo in toni marcati che se davvero per riscaldare una casa devi portare l’acqua sopra ai 50° il problema non è del generatore, ma dell’involucro.

Eppure…

La platea di quelli che propongono soluzioni ibride per il riscaldamento di un’abitazione è sempre più grande, e toccando con mano tutti i santi giorni l’ignoranza che spopola in questa giungla, oramai non dovrei stupirmi di nulla.

Eppure…

Quella sul funzionamento intelligente mi mancava, ma se ci credete io vi posso solo augurare in bocca al lupo. Avete tra le mani un’opportunità enorme, sta a voi coglierla o farvela sfuggire perché hanno sempre fatto così.