Mese: Aprile 2021

ibrido

Ma scherziamo?

Nel mentre volge al termine la mia giornata di trasloco, mi siedo al pc a leggere le mail per rispondere a qualche urgenza, e mi giunge un avviso di nuovo commento nel mio blog.

L’articolo esprime la mia fermezza nel dire che la soluzione ibrida non serve a un cazzo, o ti tieni la tua caldaietta e non rompi le balle al prossimo o passi al tutto elettrico affidandoti ad un professionista, se non vuoi rimanere al freddo e al gelo invocando il bue, l’asinello e la stella cometa mentre imprechi i santi abbinandoli ai nomi di animali più comuni e blasonati.

E fin qui tutto bene, sono un eretico tra il gregge di termotecnici copia e incolla, e sono fiero di esserlo.

Se non che, leggo il commento e rimango con una faccia perplessa, e mi faccio tante domande, della serie: «Ma ho scritto in italiano? Ma commentano solo il titolo senza leggere? Ma io che cazzo faccio a fare informazione?».

Vabbè, vi copio e incollo il commento:

«Buongiorno, abito in zona climatica E (Veneto). Secondo lei al posto di una pompa di calore non è meglio installare un sistema ibrido per avere maggior certezza dell’efficienza? La casa (singola) ha cappotto, serramenti e impianto fotovoltaico nuovi (eventualmente anche solare termico), il riscaldamento è con radiatori. Grazie.»

E niente, ho pensato a lungo come rispondere, alla fine ho scelto solo di chiedere se sono su Scherzi a parte.

settaggi dell'impianto

Il primo settaggio

Il primo giorno non si scorda mai.

Ma anche i primi settaggi dell’impianto non sono da meno, con due prove empiriche avevo settato tutte le stanze a 20 gradi, con la VMC attiva al minimo, ma ho scoperto che se tengo quel settaggio mi cucino!

Non è la prima volta che capita, è un feedback che ho ricevuto più di una volta, e il consiglio che ho dato e che continuo a dare e provo anche sulla mia pelle è sempre quello.

20 gradi sul termostato indicano un numero, ma la sensazione di benessere per ognuno di noi è varia e mai uguale, a seconda delle abitudini, del sesso e dell’età. Non ha un numero preciso.

E come si procede allora?

Molto semplice, il numero serve solo a capire se si desidera più o meno caldo, e quindi più o meno fresco in estate, per ottenere quel comfort.

Il numero rimane tale e noi possiamo solo interpretarlo, ma sentendo con il nostro corpo se abbiamo benessere o meno, niente di più.

Non basatevi solo sul numero, potrebbe condizionarvi la scelta. Andate a sensazione, se serve un qualcosina in più si alza, se invece è troppo si abbassa.

E non fate l’errore di credere che sia una banalità, perché quando passate da radiatori a un radiante, il benessere corporeo cambia radicalmente.

riscaldare casa

Finalmente è partita!

L’iter è sempre quello: accendi la pompa del vuoto, nel mentre finisci i cablaggi elettrici, alimenta la macchina così si riscalda anche il compressore, setta tutti gli indirizzi dell’elettronica e mettila in rete.

Un controllo dallo smartphone per vedere se è possibile il monitoraggio da remoto e oggi aggiorniamo il software, poi possiamo iniziare a riscaldare casa.

Solo che la macchina in questione è quella di casa mia, quindi tra una cosa e l’altra i tempi si allungano e ci metto qualche ora in più perché devo coordinare il rush finale con tutte le imprese coinvolte nel cantiere.

Manca solo il fotovoltaico e posso quasi dire che il progetto è completo e iniziare la fase di estrapolazione dei dati, che come con ognuno di voi, non vedo l’ora di leggere per ottimizzare e dare un feedback in più.

Ancora due lavoretti e chiudo il cantiere, ne vedremo delle belle, passo e chiudo ragazzi.

impianti

La ricetta segreta

La ricetta segreta è composta da… i fantastici 5.

Perdonatemi ma devo essere ripetitivo, perché è il messaggio più importante di tutti. Chi mi segue da qualche tempo lo ha capito, ma ci sono sempre più nuove persone ed è corretto ogni tanto riprendere le basi.

Se vuoi ottenere il massimo dagli impianti di casa tua scegliendo fotovoltaico e pompa di calore, ci sono 5 ingredienti a cui devi badare, e qualche consiglio strategico gratuito (non abituatevi) ve lo posso dare.

Analizzare il fabbisogno termico con una simulazione dinamica, altrimenti il numero potrebbe essere fuorviante.

Scegliere i componenti adatti, che non vuol dire la marca di questo o la marca di quello. Vuol dire mettere assieme i prodotti conoscendoli come le proprie tasche.

Progettare il sistema con una visione d’insieme. Devi far dialogare acqua ed energia, se guardi solo un lato del sistema è come viaggiare con il freno a mano tirato.

Assemblare il tutto alla regola dell’arte, che non vuol dire mettere tubi e curve come se piovesse, vuol dire ragionare sui componenti secondari per non creare problemi al circuito primario.

Collaudare il circuito idraulico e la regolazione elettronica con cognizione di causa. Se Tizio che progetta non trasferisce informazioni a Sempronio che lo installa che se ne frega altamente perché tanto Cajo collauda… e purtroppo è una moda frequente, tanti auguri.

Se li hai tutti, sei da 3 stelle Barcaro, ma se te ne manca anche solo uno devi incrociare le dita, e se lo hai appena letto e sei già avanti, cerca di metterlo in pratica.

casa no gas

Lavoro da qui

Vedo ogni tanto qualcuno che posta luoghi di lavoro meravigliosi, su panorami da cartolina o con fuoriserie da sogno.

Ok, allora ho deciso di condividere la foto di uno dei miei uffici provvisori.

Ricavato tra sottoscala e una centrale termica in fase di collaudo, due piastrelle avanzate come tavolino e occhio a non battere le corna quando ti siedi.

Però la connessione Internet va che è una meraviglia, grazie alla fibra che in casa vecchia manco mi sognavo di avere.

Ma giusto per non perdere il vizio, stamattina sveglia alle 5:30 direzione Ferrara e Forlì.

Mentre detto al telefono questo post, cruise control a 140 all’ora e via a seguire Google Maps…

Domani tornerò a lavorare da lì, ma da lunedì finalmente sarò operativo nel mio nuovo ufficio personale!

Poi, uno ad uno verrò a trovarvi tutti e vi accompagnerò a vivere una casa no gas.

Ventilazione meccanica centralizzata

Non basta aprire le finestre

Vi ho spesso comunicato che in una nuova costruzione o in un’abitazione dove si va a eseguire una miglioria all’involucro è sempre opportuno inserire un ricambio dell’aria, che spesso nominiamo con l’acronimo VMC.

Ventilazione meccanica centralizzata, ovvero quel macchinario che espelle l’aria viziata da casa e reimmette in ambiente aria nuova, recuperando il calore e quando serve si attiva anche per deumidificare e/o raffrescare gli ambienti.

Fino a qui tutto chiaro spero, e visto il momento pandemico da marzo abbiamo aggiunto a tutti i nostri sistemi la ionizzazione dell’aria, tramite Ionic inserito nel plenum di mandata.

Il motivo è semplice, ci mettiamo del nostro per rendere più salubri e confortevoli le abitazioni, e con un accordo con il nostro fornitore abbiamo fatto un piccolo passo in avanti per dare un qualcosa in più.

Ma vale sempre una regola, che spesso utilizzo in lungo e in largo per la penisola: se vi dicono che basta aprire le finestre, caricate un destro o un sinistro con cura e scaricatelo nelle parti basse di chi pronuncia l’amenità, ci aiuterete a realizzare un mondo migliore e forse, dico forse, coloro che riceveranno la forza divina nei vostri piedi lo capiranno.

ionizzazione
Facciamo in brindisi

Facciamo un brindisi!

I numeri nella schermata dicono tutto e niente, dicono tutto se conosci l’involucro e gli impianti che ci sono dietro, dicono niente se non sai a cosa si riferiscono.

Ma sono numeri, e come tali vanno interpretati.

La casa è una ristrutturazione, dove le finestre sono nuove ma manca ancora il cappotto termico e siamo in Trentino.

Gli impianti sono fatti a modo mio, dalla centrale termica al radiante con VMC, livellina 2 cm sopra tubo e ieri mattina ha nevicato.

Temperature interne sempre stabili, ogni stanza ha la sua temperatura impostata e in famiglia sono in 5, che per una pompa di calore vuol dire badare al riscaldamento e alla produzione di acqua calda sanitaria.

Mentre scrivo questo post, in parallelo mi sto mandando qualche WhatsApp con il cliente, alle 6.17 di stamattina il primo.

Sì, io non sono normale, ma alle 6.15 mi sveglio e iniziano le mie giornate lavorative. Il motivo per cui ci scriviamo è semplicissimo.

Finalmente la macchina ieri ha fatto uno sbrinamento, si è decisa a fare un inversione di ciclo mentre nevicava, e questo è il motivo per cui possiamo brindare.

Lo so che molti sono increduli e non lo percepiscono, ma è come il piatto di uno chef stellato. Se gli ingredienti sono buoni e cucini a modo il piatto, ottieni le stelle Michelin.

Io non ho stelle e non so se nel mio settore ci sia qualcosa di simile, ma le soddisfazioni e le gioie dei nostri clienti bastano e avanzano, valgono più del resto.

Avanti il prossimo…

Oggi tocca a Martino, che nel basso veronese procede spedito con la sua nuova abitazione che man mano prende sempre più forma.

In foto l’ossatura idrico sanitaria, la distribuzione del radiante a pavimento e le tubazioni della ventilazione meccanica centralizzata.

Ora tocca all’elettricista la stesura della distribuzione, poi via all’impresa edile con la stesura dell’alleggerito e la palla ripassa all’idraulico per la posa del radiante a pavimento.

Toccherà poi di nuovo all’impresa la posa della livellina sopra al radiante e saremo pronti per lo shock termico, che in queste circostanze verrà fatto dalla caldaia elettrica.

Nel frattempo i nostri ragazzi procederanno con la posa del fotovoltaico, dimensionato per coprire al 100% il fabbisogno della casa e della famiglia che ci vivrà all’interno.

Poi si poserà la centrale termica e dopo gli ultimi collegamenti toccherà a me con il collaudo e la messa in esercizio della pompa di calore con la supervisione di Smart Solar.

Sicuramente qui il collaudo lo farò iniziando con il sistema in fase estiva, e credo che ne collauderò ancora una decina in riscaldamento visto il meteo di questi giorni, ma l’importante è non fermarsi mai e andare avanti spediti per i nostri obiettivi.

Foto fatte da Martino, il padrone di casa, inviate tramite WhatsApp con in complimenti ai ragazzi di #Padovaclima.

Chi sarà il prossimo?

casa no gas

Occhio a quei due

Sono stati avvistati a Parma e Reggio Emilia due loschi individui che si dice progettino e realizzino case no gas con sistemi radianti che riscaldano e raffrescano le nuove costruzioni, e ci mettono pure la ventilazione meccanica.

Si dice che quello con la mascherina blu risponda al nome di David Di Gioseffo e sia un perito termotecnico che progetta impianti in pompa di calore, mentre su quello con la mascherina rossa non si hanno molte informazioni.

Ieri sono stati segnalati a due costruttori edili, a due idraulici e a due elettricisti direttamente dai committenti che hanno deciso di realizzare la loro casa seguendo le folli idee di quello basso col cappellino nero.

La leggenda narra che quello col cappellino nero usa la clava e ha un brutto carattere, o fai come ti dice o lo rifai finché non è fatto come dice lui, si dice che controlla come vengono fatti i lavori e poi accenda personalmente gli impianti che a quanto pare sembra funzionino.

Un informatore segreto che li spia da tempo afferma che il biondino invece è sereno e difficilmente si arrabbia, diversamente dal piccoletto che -riporta l’informatore- se si incazza lo senti anche da distante.

Le lobby dell’energia stanno indagando sul calo di consumi che questi due tizi causano al compartimento residenziale, si consiglia la massima prudenza.

Se avete segnalazioni potete fotografarli e postare le loro foto direttamente nel gruppo, gli amministratori vi ringrazieranno con ricchi premi e cotillon.

casa no gas
collaudo

L’elettricista ha finito, ora vado a collaudare

È il lieto fine di tutti i cantieri, passa l’elettricista a collegare l’opera, dopo aver fatto due chiacchiere con l’idraulico e siamo pronti al collaudo.

Questo non è nemmeno un retrofit, abbiamo sostituito una pompa di calore che aveva 3 anni di vita ma non riusciva a fare nemmeno la metà di quello che sulla carta avrebbe dovuto.

Ahimè, non è la prima volta che capita e ho la sensazione che sotto l’egida del “tutto gratis” nei prossimi anni più di qualcuno si troverà in una situazione simile.

Di solito quando qualcosa non funziona nell’impianto di riscaldamento è sempre colpa della pompa di calore, è la prima su cui puntare il dito, e in questo caso era proprio così.

Oltretutto la soluzione installata era ibrida, perché come sapete la caldaietta ci vuole sempre… #mammalebotte

Poi è passato il nostro ing a visitare il cliente, ha fatto due conti, a differenza mia è stato diplomatico e non si è espresso in veneto stretto usando virgole, ha semplicemente fatto due conti e progettato il tutto.

Poi è venuto il momento di Carlo che ha eseguito l’opera e di Alessandro che gli ha portato quei due secchi di corrente che servono.

Ora passo io a chiudere il cerchio, due aggiornamenti, carico Smart Solar, la metto in moto e poi inizierò a monitorarla da remoto.

Quale sarà la prossima?