Caso studio a Corinaldo

  • 1 Marzo 2020

Rispondo a Enea che prendiamo come caso esempio per fare due conti a spanne sui costi del riscaldamento in pompa di calore per casa sua.

Si trova a Corinaldo, provincia di Ancona e ha un’abitazione di 120 m2 in classe A.

Non conosco il nucleo familiare, ma ipotizzo 3 persone (mi serve più che altro per la produzione di ACS).

Da qui ricaviamo, oltre ai numeri citati, quello che più è importante per i nostri ragionamenti che sono spannometrici, ma servono per dare un’indicazione di costo futuro sul mantenimento della temperatura invernale.

Il fabbisogno termico di una casa in classe A è di 30 w/m2 e quindi possiamo procedere con un calcolo matematico abbastanza semplice.

La formula è semplice e vi prego di non prendere sbandate, altrimenti scateno il finimondo e al primo “mah, secondo me…” inizio a bestemmiare in 15 lingue. Vado avanti in maniera pratica.

120 m2 x 30 w m2 x 1903 gradi giorno dà come risultato un fabbisogno termico invernale annuo stimato di circa 8000 kW termici, che con un COP verosimile di una delle mie termopompe stimato a 4, dà come risultato circa 2000 kWh annui.

La stima del COP la faccio per difetto, guardando la tabella climatica del comune in basso e prendendo il dato peggiore in assoluto.

Da qui il ragionamento è ancora più semplice, stiamo larghi e prezziamo l’energia elettrica a 0,22 € a kWh e abbiamo un costo indicativo di 440 €.

Non ragiono sui costi economici o sulla convenienza economica, perché è un valore soggettivo. Con la detrazione fiscale al 65% sicuramente i vantaggi sono molti, se poi si applica al nuovo bisogna valutare e rapportare il tutto anche con il raffrescamento.

Ora, il calcolo è approssimativo e serve per farsi un’idea. Per andare più precisi servono molti più dati, ma per un ragionamento a primo acchito qui trovate tutto quello che vi serve.

 

Caso studio a Corinaldo

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