I collettori di una volta

Sembra di no, ma il collettore in foto ha le sue primavere e non se le porta nemmeno male è, per carità…

Fa specie trovarne in giro, di solito è un sinonimo di un lavoro fatto con più cura degli altri, da chi con le mani e con la testa costruiva gli impianti di riscaldamento, che forse 20 anni fa era più “facile”.

Non era facile dal punto di vista dei materiali o delle oggettive difficoltà di cantiere, ma per farlo dovevi conoscere il tuo mestiere e non avevi il telefonino che porta 2 grandi svantaggi:

  1. Per ogni dubbio lo hai a portata di mano, quindi non ascolti nemmeno quello che devi fare, arrivi in cantiere e poi (se tutto va bene) accendi il cervello e ci pensi.
  2. Ogni tot minuti qualcuno ti chiama.

Chi ha bisogno per un consiglio veloce, che se non glielo dai in 3 minuti lo ricoverano per lo stato d’ansia. Chi ha lo sciacquone che perde e devi correre come un lampo perché il vicino è di Legambiente e lo potrebbe denunciare, o magari è tua moglie che ti ricorda che devi andare a prendere il pane prima di tornare a casa se no non mangi!

Ironia a parte, una volta dovevi avere le idee chiare e riuscivi a concentrarti meglio durante il lavoro, oggi purtroppo la distrazione è a portata di mano, ma quello che noto è anche un calo di attenzione generale.

Da quando spiego e abbozzo i progetti a quando arriva il momento della realizzazione, posso inserire un disco registrato che dia le stesse spiegazioni all’idraulico e all’elettricista, e puntualmente arriviamo all’inizio dei lavori e…

Scusate, devo rispondere al telefono!

I collettori di una volta

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