Non bastano un paio di selfie in cantiere

Non bastano un paio di selfie in cantiere

  • 21 Febbraio 2020

Ho visto il mio prima cantiere edile quando avevo circa 9 anni, semplicemente perché era estate e volevo andare via col papà.

Mi portò in cantiere con lui, ma non mi ricordo moltissimo a dire il vero. Ho in mento solo che ci presi gusto e cercavo di andar con lui più che potevo.

Bene o male?
Giusto o sbagliato?

Non lo so, ma mi piaceva e quindi ho continuato a farlo anche nei mesi estivi durante le scuole. Mentre i miei amici se la spassavano io lo facevo in modo alternativo, lavoravo.

Dal cantiere alla scuola, dalla scuola alla prima grande azienda, con i vari passaggi che mi hanno portato sino a dove sono adesso.

Ma dove sono adesso, di preciso?

Sono nella posizione di iniziare con un progetto sulla carta, ragionare con committente, geometri e architetti sullo sviluppo degli impianti e poi seguire il cantiere coi professionisti dalle fondamenta al collaudo dei sistemi.

Ma per farlo sono a scuola tutti i santi giorni, nei cantieri e coi professionisti, e dopo 30 anni di su e giù, ogni giorno torno a casa che ho imparato qualcosa.

Non basta un selfie per autoproclamarsi, non basta una vita per conoscere un mestiere e non basta nemmeno la passione.

Ad maiora

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