Progetto UniZEB: Il Living Lab ad Energia Zero dell’Università di Padova
Introduzione: quando l’Università diventa laboratorio vivente
Nel cuore di Padova, presso la Scuola Edile di Camin, sorge un edificio che rappresenta molto più di una semplice costruzione: è UniZEB (University Zero Energy Building), un progetto ambizioso nato nel 2015 che sta rivoluzionando il concetto di efficienza energetica nell’edilizia italiana.
Il progetto, coordinato dal professor Michele De Carli del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova, non è solo un edificio a consumo zero, ma un vero e proprio plus energy building: una casa che produce più energia di quanta ne consuma. Ma la vera innovazione sta nel suo essere un living lab, un laboratorio vissuto da persone reali, dove teoria e pratica si incontrano per dimostrare che l’edilizia sostenibile non è più un’utopia, ma una realtà concreta e misurabile.
Le origini del progetto: dal 2015 ad oggi
Una visione lungimirante
Quando nel 2015 il professor De Carli e il suo team hanno dato il via al progetto UniZEB, il panorama dell’edilizia sostenibile in Italia era ancora agli albori. Le prime case no gas iniziavano timidamente a fare capolino, spesso accolte con scetticismo sui social media e nei forum di settore.
“Dieci anni fa siamo partiti con questa sperimentazione di voler provare a fare un edificio a consumo zero”, racconta il professor De Carli. “L’obiettivo era mettere dentro tutta una serie di iniziative, di ricerca e coinvolgimento a 360 gradi: non solo impiantistica, ma anche la parte architettonica, sociale e di utilizzo dell’edificio.”
Un cantiere didattico unico nel suo genere
Ciò che rende UniZEB davvero speciale è il suo approccio collaborativo. Il progetto è nato dall’accordo quadro tra cinque attori fondamentali:
- Università di Padova
- Scuola Edile di Padova
- ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili)
- SPISAL (Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti Lavoro)
- Comune di Padova
Gli studenti universitari hanno potuto “sporcarsi le mani”, come sottolinea Milizia Mitro, ingegnere architetto che ha seguito il progetto dal 2016: “Abbiamo dato l’opportunità agli studenti dell’università di mettere in pratica quello che cercavano di imparare all’università, che era di carattere prettamente teorico.”
L’involucro edilizio: tecnologia e sperimentazione
Sistema costruttivo in Legno CLT
La scelta del sistema costruttivo in legno non è stata casuale. UniZEB è realizzato con pannelli CLT (Cross Laminated Timber) per le pareti e travi lamellari in copertura, una tecnologia che garantisce:
- Elevate prestazioni termiche
- Sostenibilità ambientale
- Rapidità di montaggio
- Eccellente comportamento sismico
Isolamento ad alte prestazioni
Per l’isolamento termico è stato scelto un capotto in poliuretano rigido ad alta densità, che assicura valori di trasmittanza termica eccellenti e minimizza i ponti termici.
Ma la vera innovazione sta nell’approccio sperimentale: sulla facciata esposta a sud sono state installate sia una parete con cappotto sia una parete ventilata, per comparare le performance dei due sistemi nelle stesse condizioni di esercizio.
Copertura sperimentale a 3 varianti
La copertura di UniZEB rappresenta un campo di prova unico: sono state realizzate tre diverse tipologie di finitura:
- Tetto verde (green roof)
- Pavimento calpestabile
- Copertura tradizionale
Questa scelta consente di studiare come le diverse finiture influenzino la risposta termica dell’edificio e le performance del sistema fotovoltaico. È risaputo infatti che i pannelli fotovoltaici lavorano meglio a temperature superficiali inferiori, e il confronto tra le tre soluzioni fornirà dati preziosi sulla loro efficacia reale.
Infissi e Serramenti
Per la parte trasparente dell’involucro sono stati scelti infissi in legno ad alte prestazioni, garantendo coerenza con la filosofia costruttiva dell’intero edificio e minimizzando le dispersioni termiche.
Gli Impianti: efficienza al massimo livello
Pompa di calore geotermica: il cuore del sistema
La scelta impiantistica di punta è rappresentata dalla pompa di calore geotermica con sonde verticali a W che raggiungono i 100 metri di profondità. Questo sistema sfrutta la temperatura costante del terreno per garantire:
- Elevata efficienza energetica tutto l’anno
- Costi di gestione ridottissimi
- Zero emissioni dirette
- Totale indipendenza dai combustibili fossili
Soffitto radiante: comfort invisibile
Una delle scelte più innovative riguarda il sistema di climatizzazione: invece del tradizionale pavimento radiante, UniZEB adotta pannelli radianti a soffitto.
“Gli impianti sono stati scelti in base a ricerche che abbiamo fatto negli ultimi anni”, spiega il professor De Carli. “Abbiamo individuato un’interessante proposta di impianto a soffitto radiante, anche legata al fatto che avevamo il pavimento flottante ispezionabile, perché con tutti i sensori dobbiamo spesso accedere alle installazioni.”
Il soffitto radiante offre numerosi vantaggi:
- Maggiore superficie radiante disponibile
- Nessun vincolo per l’arredo
- Risposta termica più rapida
- Comfort uniforme in tutto l’ambiente
- Facilità di manutenzione
Ventilazione Meccanica Controllata con deumidificazione
Complementare al sistema radiante è la VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) con deumidificazione integrata, definita dal professor De Carli come “il sistema in assoluto più efficiente” tra quelli testati.
Questo impianto garantisce:
- Ricambio d’aria costante e controllato
- Recupero del calore dall’aria estratta
- Controllo dell’umidità interna
- Qualità dell’aria ottimale
- Eliminazione di muffe e condense
Sistema fotovoltaico
Per raggiungere l’obiettivo di edificio a energia positiva, UniZEB è dotato di un impianto fotovoltaico dimensionato per produrre più energia di quella consumata dall’edificio e dai suoi occupanti.
Domotica integrata
L’intero edificio è completamente domotizzato: in funzione dei dati rilevati dai sensori, il sistema è in grado di gestire autonomamente il comportamento degli impianti, ottimizzando consumi e comfort.
La sensoristica: un edificio che si racconta
Monitoraggio passivo
UniZEB è letteralmente tappezzato di sensori che rilevano continuamente:
- Temperature dei vari strati dell’involucro
- Umidità relativa interna ed esterna
- Velocità dell’aria nella facciata ventilata (tramite anemometri)
- Performance dell’impianto fotovoltaico
- Consumi e produzioni energetiche
- Parametri di funzionamento della pompa di calore
Beatrice Riccardi, dottoranda che segue la parte di ricerca, sottolinea: “Vogliamo valutare proprio la risposta termica dell’edificio e come si comporta la casa, sia a livello dell’involucro ma anche a livello di performance dell’impianto.”
Monitoraggio attivo: l’importanza del fattore umano
Ma UniZEB va oltre i semplici parametri fisici. Il monitoraggio attivo riguarda:
- Produttività degli occupanti
- Percezione del comfort
- Comportamenti energetici
- Soddisfazione abitativa
Attraverso questionari e interviste, i ricercatori potranno correlare i dati oggettivi con la percezione soggettiva, fornendo una visione completa dell’efficacia della soluzione adottata.
Il Living Lab: dalla teoria alla pratica
Tre studenti come cavie consapevoli
UniZEB non è un museo: sarà abitato da tre studenti selezionati tramite uno specifico bando. Vivranno gratuitamente in una casa a energia zero, contribuendo con la loro presenza quotidiana alla ricerca scientifica.
Come evidenzia Beatrice Riccardi: “Uno potrebbe pensare che dopo la costruzione il progetto sia finito. È lì che comincia in realtà. Il bello è che tutto verrà vissuto da persone reali, e potremo analizzare in tempo reale la performance dell’edificio.”
I numeri del successo
Gli obiettivi della ricerca sono ambiziosi ma chiari:
- Dimostrare la fattibilità tecnica ed economica delle case a energia zero
- Quantificare i benefici in termini di comfort e benessere
- Ottimizzare le strategie di autoconsumo dell’energia prodotta
- Validare i modelli di simulazione energetica
- Fornire linee guida replicabili per l’edilizia del futuro
I primi risultati concreti sono attesi per l’inizio del 2026, dopo una fase di assestamento e calibrazione dei sistemi.
La rete di partner: 40 aziende per un sogno condiviso
UniZEB non sarebbe stato possibile senza il sostegno di oltre 40 aziende partner che hanno creduto nel progetto, investendo risorse economiche, materiali e competenze.
Tra i principali sponsor:
- Rubner per le strutture in legno CLT
- Stiferite per l’isolamento termico
- Bottoletto per gli infissi
- Produttori di sistemi radianti e VMC
- Fornitori di tecnologie per la domotica e il monitoraggio
Margherita Gobbo, responsabile della comunicazione del progetto, sottolinea: “Uniceb non è solamente un edificio ma è una comunità di studenti, aziende e persone che hanno creduto nel progetto e hanno deciso di investire.”
Visitare UniZEB: Open Day e formazione
Fiera della Formazione
Ogni anno a marzo, in occasione del compleanno di UniZEB (20 marzo), si svolge la Fiera della Formazione, evento durante il quale è possibile visitare l’edificio e partecipare alle Olimpiadi di UniZEB, un evento molto partecipato che coinvolge studenti e professionisti.
Eventi e Open Day
Durante l’anno vengono organizzati anche Open Day in occasione di eventi come il Festival dello Sviluppo Sostenibile (maggio), offrendo l’opportunità di toccare con mano questo straordinario esempio di edilizia sostenibile.
Le lezioni di UniZEB: cosa possiamo imparare
La Casa No Gas è il Presente, non il Futuro
A dieci anni dalla nascita del progetto, quello che poteva sembrare una scommessa è oggi una realtà consolidata. Le case senza gas non sono più un’eccezione, ma rappresentano lo standard verso cui l’edilizia deve orientarsi per rispettare gli obiettivi climatici europei.
L’importanza del monitoraggio
UniZEB dimostra che non basta costruire bene: è fondamentale misurare e verificare le performance reali degli edifici. Troppo spesso ci affidiamo solo alle simulazioni, senza mai verificare se le promesse vengono mantenute nella realtà.
La formazione è cruciale
Il coinvolgimento degli studenti, sia universitari che della scuola edile, sottolinea l’importanza della formazione pratica. Come evidenziato da Milizia Mitro: “Fattevi almeno due anni in cantiere e diventerete progettisti, BIM specialist, quello che volete.”
La sinergia pubblico-privato funziona
L’accordo tra università, enti pubblici e aziende private dimostra che quando gli obiettivi sono condivisi e la visione è comune, è possibile realizzare progetti ambiziosi e innovativi.
Conclusioni: UniZEB come modello replicabile
Il progetto UniZEB rappresenta molto più di un edificio sperimentale: è la dimostrazione concreta che l’edilizia a energia zero è tecnicamente ed economicamente sostenibile oggi, non domani.
Le tecnologie impiegate – pompa di calore geotermica, soffitto radiante, VMC con deumidificazione, fotovoltaico – non sono prototipi futuristici ma soluzioni mature, disponibili sul mercato e perfettamente integrabili.
Ciò che serve è:
- Competenza progettuale per integrare correttamente tutti i sistemi
- Attenzione all’involucro per minimizzare i fabbisogni energetici
- Cultura del monitoraggio per verificare le performance
- Formazione continua per professionisti e imprese
UniZEB non è geloso dei suoi risultati: vuole essere copiato, replicato, migliorato. Il suo successo non si misurerà solo nei numeri che produrrà, ma nella capacità di ispirare centinaia di altri progetti simili in tutta Italia.
Come sottolinea il professor Michele De Carli: “Provare a fare un edificio a consumo zero significa coinvolgere tutto: edilizia, impiantistica, architettura, aspetti sociali e di utilizzo.” È questo approccio olistico che dobbiamo portare in ogni nuovo progetto edilizio.
Il futuro dell’edilizia italiana passa da esempi concreti come UniZEB: living lab dove si dimostra che vivere senza bolletta non è un’utopia, ma una realtà a portata di mano per tutti.
Per seguire il progetto UniZEB:
- Instagram: @unizeb
- Sito web: https://unizeb.it/
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