Tempus fugit

Tempus fugit

Mentre alcuni di noi sono in attesa di leggere e poi applicare delle linee guida che sono fastidiose ancora prima di nascere, o si inizia a correre o ci si ferma.

Sembra un paradosso, ma più che rilancio è uno stop forzato, che viene vissuto in due modi diversi:

  • Chi si informa sul da farsi per avere le idee chiare nel momento in cui si potrà partire e seguire i modus operandi che ne usciranno.
  • Chi si ferma e rimane impalato in attesa che qualcuno capisca la situazione e si esprima in modo chiaro e dia il via alla “corsa al massacro”.

A dire il vero però, non è che le aziende siano ferme e non abbiano nulla da fare.

Come si prevedeva, la maggior parte di noi ha ripreso le sue routine e ripreso i cantieri, con quelli che non credono all’ecobonus e non perdono tempo in tal senso.

Il problema che nascerà dopo, quando -forse- tutto prenderà vita, sarà quello dei professionisti.

Non saranno le pompe di calore o i componenti a mancare, ma saranno gli operatori del settore, perché “quello bravo” non è senza lavoro e pianifica.

In compenso c’è sempre libero il cugino economico, che costa meno di tutti, fino a quando non ti si presenta il conto dei danni.

In conclusione, ti dico solo una cosa che infastidisce il carattere di molti, ma si avvicina alla realtà più di quanto pensi.

Il professionista, quello bravo che lavora bene, inizia a lavorare solo dopo che ha ricevuto gli acconti.

Iniziare oggi che siamo quasi alla fine di giugno, vuol dire programmare i lavori per settembre, sempre se tutto va bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *