Un collettore per impianti radianti in pessime condizioni

Un collettore per impianti radianti in pessime condizioni

Hanno sempre fatto così, continuano a farlo e volete che non mi scappi una virgola veneta?

Quello che vedete in foto, è un collettore per impianti radianti, su un’abitazione di appena 5 anni, che è in condizioni pessime.

È talmente pieno di schifezze che la resa dell’impianto sarà almeno dimezzata, il che vuol dire che quella caldaia deve fare il doppio del lavoro per riscaldare quegli ambienti.

Ma perché succede?

I fattori principali sono due: quando hanno caricato l’impianto non hanno messo nessun additivo a protezione dei circuiti di riscaldamento e nei bagni della casa ci sono gli scaldasalviette in alluminio collegati sugli stessi collettori dell’impianto.

Traduco, l’impianto è caricato con acqua e basta, perché mettere l’additivo costa una ventina di euro e potrebbe mandare in fallimento l’idraulico, che tanto poi sono solo e sempre cazzi del committente.

Lo scaldasalviette con acqua a 35 gradi è utile come una busta vuota di coriandoli quando in bagno cerchi la carta igienica, non scalda una beata fava, ma hanno sempre fatto così e continueranno a farlo, perché è dura da far capire anche ai termotecnici.

Troppo difficile pensare a uno scaldasalviette elettrico che funziona al massimo un’ora al giorno, ti dicono che consuma troppo…

Sai, 300 o 500 watt per un’ora al giorno ti mandano in rovina, se poi ci aggiungi l’incompetenza del primo e del secondo tutta in uno, è proprio il problema più grande da risolvere…

Ps: ora con un lavaggio torna come nuovo, e con un additivo intelligente rallentiamo all’ennesima potenza il tutto, ma per favore, se vi stanno facendo la stessa identica roba a casa vostra e non siete in contatto con uno serio, usate la clava, ne ho viste in offerta su Amazon.

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