Indipendenza energetica: come arrivare all’autonomia energetica in casa

La scaletta degli argomenti

Cos’è l’indipendenza energetica domestica e soprattutto come la si raggiunge?  La risposta potrebbe essere quasi scontata. Tuttavia c’è ancora molta confusione sull’argomento.

In questo articolo cercheremo di esplorare il tema delle case autonome energicamente a 360° senza trascurare quegli aspetti fondamentali che a volte rischiano di dare false speranze agli utenti meno esperti. Si tratta di concetti utili che devi tener presente se stai per acquistare casa o vuoi ristrutturarla in ottica green.

Vedremo quindi cosa significa e se è possibile vivere senza bollette in una casa autonoma dal punto di vista energertico.

Cosa vuol dire indipendenza energetica?

L’indipendenza energetica si ottiene quando una casa è in grado di produrre da sola tutta l’energia elettrica di cui ha bisogno e che consuma annualmente, senza fare affidamento su un alimentatore esterno per funzionare. L’equazione matematica dell’indipendenza energetica è quando raggiungi questa formula: (Energia elettrica) + (energia termica) = (produzione annua fotovoltaico)

Una casa energeticamente indipendente, insomma, non fa affidamento a fonti energetiche esterne per soddisfare il suo fabbisogno, ma utilizza quelle rinnovabili per:

  1. Riscaldare, raffrescare o deumidificare gli ambienti;
  2. Produrre acqua calda sanitaria;
  3. Alimentare luci ed elettrodomestici;
  4. Ricaricare veicoli elettrici ormai parte della nostra vita quotidiana.

Ma non è soltanto questo. Essere energeticamente indipendenti non vuol dire solo produrre da sé tutta l’energia elettrica che serve, ma anche auto consumarne il più possibile evitando gli sprechi.

Ora che hai questi due pesi, devi bilanciare con un sistema che ogni anno produca tutta quell’energia. Per semplicità, visto che la penisola italiana ha il soprannome di paese del bel sole, possiamo scegliere di produrla tutta con un impianto fotovoltaico con pompa di calore.

Tuttavia le condizioni di consumo variano, così come la produzione di energia elettrica non è costante durante tutto il corso dell’anno. In estate ovviamente se ne produce di più rispetto all’inverno dove possono esserci alcuni mesi deficitari dal punto di vista energetico. Ecco quindi che in questi casi ci vengono incontro le batterie di accumulo e la capacità di ottimizzare i consumi della propria abitazione.

Quanti kW servono per l’indipendenza energetica?

Dare una risposta precisa a questa domanda è impossibile. Ciò perché vanno analizzati diversi aspetti:

  • Latitudine e orientamento dell’abitazione;
  • Le dimensioni della casa;
  • Le abitudini quotidiane;
  • Il numero dei componenti del nucleo familiare
  • Quanti elettrodomestici si hanno e se si usano contemporaneamente;
  • Presenza eventuale di auto e veicoli elettrici.

Una casa energeticamente indipendente è quella che si auto produce tutta l’energia elettrica che gli serve. Questo è il concetto di base.

I nuovi edifici sono nZEB che vuol dire Nearly Zero Energy Building, ovvero un edificio il cui consumo di energia è quasi zero. Ma è sulle esigenze della singola abitazione che si deve ragionare per stabilire il dimensionamento in kW dell’impianto elettrico. Non è difficile né impossibile. Sono conti matematici che noi di Casa No Gas facciamo quotidianamente. Si tratta di numeri fondamentali per capire da subito cosa è necessario fare o come eventualmente pianificare l’efficientamento energetico in futuro.

Perché il bello di una casa energeticamente indipendente è che – con la giusta pianificazione – può essere realizzata in vari step successivi all’interno di un percorso a medio-lungo termine.

Se per qualcuno il contatore trifase domestico è ancora un problema, in realtà si tratta di un’opportunità da cogliere al volo se si vuole raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza elettrica.

Come rendere una casa energeticamente indipendente?

Per arrivare all’autosufficienza energetica domestica sicuramente la prima cosa da fare è quella di liberarci dal contatore del gas. Il ragionamento dietro è molto semplice. Si tratta di passare da una caldaia a condensazione ad una termopompa professionale europea, eliminando il contatore del gas. E di passare ad una casa completamente elettrica.

Se abbiamo necessità di produrre solo energia elettrica, la soluzione più semplice è quella di installare un impianto fotovoltaico domestico, e quando sappiamo quanta ce ne serve, quasi fosse un’operazione matematica, riusciamo a stimare con una precisione certosina, quanti chilowatt di potenza dovrai fare di impianto fotovoltaico.

Il problema è che ad ogni persona o professionista, che si spaccia per tale, tu faccia la domanda “come posso arrivare a vivere senza bollette nella mia casa?”, ti arriverà una di queste risposte:

  • Non ci puoi arrivare perché devi sempre avere un contatore dell’energia
  • E’ una bufala commerciale che non funziona, nata solo per vendere gli accumuli
  • E’ una truffa e ti vogliono vendere qualcosa

Per ordine, a 3 domande ci sono 2 risposte. Il contatore dell’energia lo puoi eliminare quando vuoi, a patto che la tua abitazione ed il tuo stile di vita possano farne a meno. Non esiste il kit “acquista e vivi senza bollette”, ma esistono 3 semplici leggi da tenere sempre bene a mente, che ti vengono sempre in aiuto.

Indipendenza energetica casa: Si ottiene seguendo le 3 leggi

Bisogna approfondire molto gli aspetti dei singoli passaggi, ma che sia casa nuova o ristrutturazione di un edificio esistente, i 3 punti principali sono questi:

  • Elimina gli sprechi
  • Ottimizza gli impianti
  • Autoproduci l’energia

I ragionamenti hanno queste linee guida, a seconda della tua situazione

1. Elimina gli sprechi

Alla voce “elimina gli sprechi” si pensa tendenzialmente ai muri, al tetto ed alle finestre. Concordo pienamente. Ma io parlo di impianti domestici, quindi di impianto elettrico e di impianto idraulico intelligenti, e anche qui ci sono sprechi enormi da eliminare.

Per esempio se voglio risanare un impianto di riscaldamento con termosifoni e non lo voglio smantellare, prima di installare una pompa di calore per termosifoni per eliminare la caldaia obsoleta, devo pensare a lavarlo. Secondo uno studio fatto da Sentinel (azienda che produce additivi per impianti di riscaldamento), un lavaggio del circuito può aumentare la resa dell’impianto fino al 18%.

Altro aspetto fondamentale è il calcare, difetti eliminare le incrostazioni di calcare dai tubi aiuta a ripristinare i flussi d’acqua e contribuisce notevolmente a ridurre i consumi. Tutti gli elettrodomestici che scaldano acqua con una resistenza elettrica, lavatrice e lavastoviglie per intenderci, più calcare hai nell’acqua e più energia elettrica consumano e, come se non bastasse, sono soggetti a rotture entro i primi 7 anni di funzionamento.

2. Ottimizza gli impianti

Poi si passa ad “ottimizza gli impianti” che in caso di ristrutturazione spesso porta solo ad un cambio di abitudini.

Si tende sempre a pensare che se i termosifoni riscaldano una casa con l’acqua che vi passa dentro a 70°, non possano farlo con una termopompa professionale. Ma il concetto va spostato ed il ragionamento diventa “faccio passare l’acqua a 50° anziche a 70°, ma invece di accendere e spegnere i termosifoni li lascio funzionare ad una temperatura costante in modo da riscaldare la massa dell’involucro e mantenerla calda.

Solo questo ragionamento, applicate e riadattato a tutte le abitazioni, fa risparmiare un sacco di soldi e aumenta notevolmente il comfort domestico.

3. Autoproduci energia

L’autosufficienza energetica della casa passa inevitabilmente per le energie rinnovabili, un concetto ormai alla portata di tutti. Le rinnovabili non sono altro che fonti di energia ecologiche che sfruttano elementi naturali come solevento acqua, tutte materie prime che si rinnovano molto più velocemente.

Il tetto rappresenta sicuramente il primo punto su cui ragionare per progettare un impianto fotovoltaico in grado di autoprodurre energia.

Accanto all’energia solare ci sono molte altre tecnologie green interessanti. Tra le più sfruttate c’è quella eolica basata sull’energia posseduta dal vento. Si tratta però di una fonte energetica che non ha ancora trovato largo impiego nel settore domestico. Vi è poi anche la possibilità di produrre energia elettrica domestica trasformando il movimento dell’acqua nei tubi in corrente. Tuttavia abitazioni con impianti idroelettrici sono attualmente molto rare.

Pertanto, almeno attualmente, il solare fotovoltaico è la soluzione più praticabile e conveniente per produrre energia sufficiente a gestire i consumi della tua casa.

L’abbinamento fotovoltaico e pompa di calore è sempre la soluzione vincente se vuoi produrre gran parte dell’energia elettrica che ti servirà, ma a patto di:

  1. Saper progettare l’impianto termico ed elettrico in modo consapevole, affinché dialoghino bene tra loro;
  2. Affidarsi a un installatore idraulico e a un installatore elettrico che siano all’altezza delle aspettative.

Se mancano questi due aspetti non riuscirai a raggiungere l’obiettivo. Per avere autonomia energetica serve una progettazione integrata che non lesina sui componenti e che va eseguita da professionisti esperti e preparati.

Tutto questo ha un costo ovviamente. Ed anche alto. Bisogna investire in modo adeguato, non c’è altra soluzione. In compenso i vantaggi sono tantissimi.

Quali sono i vantaggi di una casa indipendente dal punto di vista energetico?

Identificare quanta energia ti serve e qual è il tuo fabbisogno di kW è il primo passo da fare per ragionare nell’ottica di autonomia energetica. Avere una casa autosufficiente ti garantisce poi vantaggi da non trascurare:

  • Minore ricorso a combustibili fossili e abbattimento emissioni CO2;
  • Bollette sempre più piccole;
  • Autonomia da fornitori esterni;
  • Riduzione degli sprechi;
  • Rivalutazione dell’abitazione.

Un sistema elettrico che autoproduce energia parte sempre con impostazioni di default. Andrà poi raffinato e modulato in base alle necessità di chi vive quella casa. In questo modo ti avvicinerai piano piano all’obiettivo di prelevare il meno possibile dal fornitore elettrico e di aumentare invece l’autoconsumo.

Anche il mercato immobiliare riconosce vantaggiosa una  casa energeticamente indipendente. Tant’è che a differenza della fisiologica svalutazione delle abitazioni, una casa autosufficiente nel produrre energia acquista più valore. Per approfondire leggi il nostro articolo “Casa classe A: cosa significa e come realizzarla

Ovviamente la connessione al fornitore di rete dell’energia elettrica rimarrà sempre e comunque. Non è impossibile staccarsi, tuttavia l’investimento economico per non avere l’allaccio al contatore di rete è molto alto.  Perciò è un aspetto di cui tener conto. Non serve fare il passo più lungo della gamba.

Tutto va pianificato e fatto con intelligenza e lungimiranza. Pensa alla Legge di Pareto:  l’80% dei risultati con il 20% dello sforzo.

Quanto costa una casa autosufficiente a livello energetico?

La risposta in questo caso è molto semplice. Basterà infatti guardare un solo numero, ovvero quanti kilowattora all’anno preleviamo dalla rete. È quello il costo da tener presente.

Raggiungendo l’autosufficienza energetica della tua casa utilizzerai gran parte dell’energia prodotta. Può capitare che in inverno, soprattutto nelle giornate piovose o con troppe nuvole, non si riesca a produrre energia. La batteria di accumulo può aiutare tantissimo, è vero. In altre circostanze però bisognerà prelevare per forza di cose una parte dalla rete.

Non è un problema e comunque non deve diventarlo. La cosa più importante è avere una strategia iniziale. Perché l’80% del problema verrà risolto da progettisti e installatori, lasciando a te soltanto il 20%.

Quando il fotovoltaico non produce abbastanza, bisogna semplicemente cercare di ottimizzare intelligentemente ciò che si è fatto in base alle proprie abitudini domestiche. Ragionare quindi quando accendere o spegnere il riscaldamento oppure quanti e quali elettrodomestici utilizzare contemporaneamente. Banalmente a volte basta spostare di un’ora il funzionamento di un elettrodomestico o modificare leggermente la taratura di default della termoregolazione per ottimizzare i consumi. Sono piccoli gesti che puoi fare da solo, anche se non hai sistemi super avanzati gestibili da remoto.

Per il resto evita il fai da te e affidati solo a professionisti del settore. Progettare, creare e mettere in operatività un sistema funzionale per una casa energeticamente indipendente sono operazioni che vanno fatti a regola d’arte. Non ci si può improvvisare.

Scopri come ottenere il massimo dagli impianti per la tua Casa No gas, senza commettere errori: Prenota da qui la TUA analisi telefonicahttps://casanogas.it/analisi-telefonica-davis-barcaro/.

 

Vuoi approfondire il tema?

✅ Scarica il mio ebook: http://bit.ly/guida_impianti

✅ Entra nel gruppo Facebook: http://www.bit.ly/CasaNoGas

✅ Leggi cosa dicono i miei clienti: http://www.bit.ly/recensionidevisbarcaro

 

Non fermarti qui

Leggi altri articoli